• 24 novembre 2014

Africa, verso una rete delle eccellenze accademiche

Un incontro per fare il punto sui risultati raggiunti nei primi dodici mesi e su quello che resta da fare nei prossimi diciotto: il 17 e il 18 novembre a Lilongue, in Malawi, si è riunito il comitato di gestione di Eu-Acp (African, Caribbean and Pacific Group of States) – Rete delle eccellenze accademiche nell’ambito dell’agricoltura e della sicurezza alimentare, il progetto finanziato all’interno del programma di cooperazione Edulink II, che vede collaborare Cestas insieme ad università africane ed europee.

Il progetto mira a promuovere la diffusione di esperienze e conoscenze tra i diversi atenei, per realizzare una revisione dei curricula universitari e, quindi, migliorare l’accesso delle donne tanto all’alta formazione quanto al lavoro nel settore agroalimentare.

All’incontro a Lilongue hanno partecipato Nada Karaivanova per il Cestas, Michael Rudolf e Floran Kroll della University of the Witwatersrand (Wits) di Johannesburg, che è capofila del progetto, Martha Nandi della University of Namibia di Windhoek e Daimon Kambewa della Luanar University di Lilongwe. A rappresentare la controparte europea c’era Dejan Hribar della Euro-Mediterranean University (Emuni), il network di oltre 200 istituzioni accademiche che farà da modello per la creazione di una rete delle università sub-sahariane a partire dalle tre già coinvolte.

“Per favorire lo scambio di competenze e di buone prassi stiamo organizzando un corso di sei mesi che vedrà partecipare 24 docenti, 8 per ognuna delle tre università africane – spiega Nada Karaivanova –. Parleremo non solo di agricoltura sostenibile, ma anche di sicurezza agroalimentare, secondo una visione ampia e interdisciplinare. Sarà un vero incrocio di saperi e di pratiche, dalla sociologia alla salute, dalla produzione agricola su piccola scala agli orti urbani e scolastici”.

Il corso sarà affiancato da una piattaforma per l’e-learning ospitata sul sito del progetto. Grazie alle nuove conoscenze che acquisiranno, i docenti saranno chiamati ad aggiornare i percorsi didattici esistenti nelle loro università.

“Questo è un approccio nuovo per le università africane, ma l’interesse che hanno già mostrato i docenti parla chiaro” aggiunge Nada Karaivanova. “In questi incontri – conclude – il ruolo di Cestas viene sempre apprezzato sia per l’esperienza nella gestione di progetti di cooperazione sia per la rete di rapporti accademici costruiti nel tempo”.