• 4 maggio 2015

Agricoltura, Cestas in cattedra all’Università di Urbino

Dalle Marche all’Africa, dal profit al non profit, diverse esperienze per conciliare la tutela delle risorse naturali e della biodiversità con la garanzia della sicurezza alimentare e della qualità della vita. C’era anche Cestas al convegno organizzato lo scorso 28 aprile a Palazzo Battiferri dal dipartimento di Economia dell’Università di Urbino. Titolo, “Agricoltura e alimentazione sostenibile” con il confronto tra “le scelte di imprese, consumatori e istituzioni”.

Nel convegno sono state analizzate le problematiche connesse all’impatto sull’ambiente e sulla salute determinato tanto dalle imprese quanto dai consumatori, con l’obiettivo di fornire alcuni spunti di riflessione sulla necessità di ripensare gli attuali modelli di produzione, scambio e consumo.

Più teorica e metodologica la prima parte dei lavori, con gli interventi di esperti provenienti da università e centri di ricerca. Nel pomeriggio si sono invece affrontati gli aspetti più operativi, legati a strategie aziendali, comportamenti di acquisto, politiche pubbliche e anche al ruolo della cooperazione internazionale per dare cibo sano e sicuro a chi non ce l’ha.

È il caso dei bambini e dei giovani orfani di genitori deceduti per Hiv/Aids che vivono nell’insediamento di Katutura, in Namibia. È qui che Cestas, come ha spiegato Nada Karaivanova, ha attivato Agrisalus: il progetto, sostenuto tra gli altri proprio dall’ateneo di Urbino, mira a favorire la sicurezza alimentare attraverso la coltivazione di orti comunitari, la formazione e il sostegno alla microimprenditorialità.

Spazio anche al progetto Eu-Acp (African, Caribbean and Pacific Group of States) – Edulink II, che mette in rete le eccellenze accademiche africane ed europee nell’ambito dell’agricoltura e della sicurezza alimentare. “Nel convegno si è ripetuto più volte che il cibo è la nostra medicina – dice Nada Karaivanova –. Come centro di educazione sanitaria, noi del Cestas siamo sensibili ai temi della sicurezza agroalimentare e dell’alimentazione e contiamo di poter dare il nostro contributo”.