Al via il Forum sociale mondiale di Dakar

E’ stata l’Africa la protagonista del corteo che ieri a Dakar ha aperto il decimo Forum sociale mondiale. Sessantamila le persone in marcia, con centinaia di associazioni di tutto il continente e moltissime donne, riunite in federazioni e reti per la pace, i diritti e la difesa della terra. Nei sei chilometri che separano la radio-televisione senegalese dall’Università Cheick Anta Diop, il corteo con slogan, canti e danze ha saputo coinvolgere anche i bambini, i venditori ambulanti e gli abitanti dei quartieri.

Grande la partecipazione delle associazioni senegalesi impegnate nel sostegno all’istruzione, ai territori rurali e alla pace nella regione Casamance. Presenti anche diverse reti di migranti e rifugiati e le carovane, in tutto 800 persone, partite in autobus da Benin, Mali, Camerun e Marocco. Non sono mancate organizzazioni internazionali come Attac, Via Campesina, più di trenta associazioni per la liberazione della Palestina.

Buona anche la rappresentanza italiana: la Uisp con 19 ciclisti, tra cui 16 italiani e tre del Mali, partiti da Bamako nel “Silenzioso tour della solidarietà”; Arci con una delegazione di 20 persone; Cgil, Fiom e Cobas, quasi un centinaio di persone; Caritas Italia insieme a Caritas Internazionale; il Comitato italiano per il Contratto mondiale dell’acqua; organizzazioni non governative come Acra, Cospe e Cisv.

Il corteo si è chiuso intorno alle 16 di fronte alla biblioteca dell’Università Check Anta Diop. Sul podio hanno preso la parola Buba Diop (facilitatore del comitato del Forum), Taoufick Ben Abdallah (coordinatore del Forum sociale africano) e il presidente della Bolivia Evo Morales, acclamatissimo dal pubblico. Morales ha prima ricordato l’esperienza della Bolivia nel nazionalizzare le risorse e garantire l’acqua come diritto fondamentale, per poi rilanciare un altro modello economico per arrestare il riscaldamento climatico e il capitalismo selvaggio.

Secondo Morales, quello che sta succedendo in Egitto e in Tunisia è il segno di un risveglio dei popoli come protagonisti del cambiamento per ottenere la fine dell’imperialismo economico e conquistare la libertà.

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