Al via la campagna Sblocchiamoli: “Libero uso dei semi per i piccoli agricoltori”

Difendere il diritto dei piccoli coltivatori europei a riprodurre nelle proprie aziende, riutilizzare e rivendere i semi acquistati: è questa la prima richiesta della campagna “Sblocchiamoli. Cibo salute e saperi senza brevetti”, promossa da Cestas e da un gruppo di ong, associazioni e università, nell’ambito del progetto “Knowledge Health and Food for all” co-finanziato dalla Commissione europea.

La campagna mira a far emergere i processi attraverso cui la vita quotidiana dei cittadini viene condizionata da istituzioni lontane dalle comunità. Organizzazioni che si occupano di proprietà intellettuale, in particolare di brevetti su farmaci e semi, incidono sui diritti fondamentali al cibo alla salute e alla conoscenza.

In occasione della quarta sessione dell’organo direttivo del Trattato internazionale sulle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura (il cosiddetto “Trattato Fao sui semi”), che si conclude oggi a Bali, la campagna vuole affermare la necessità di difendere e valorizzare i diritti degli agricoltori e in particolare quello di “conservare, utilizzare, scambiare e vendere sementi”, come previsto dall’articolo 9 del Trattato.

“Il piccolo coltivatore europeo rischia di perdere il diritto a riutilizzare nella propria azienda le sementi acquistate, senza dover pagare ogni anno le royalties alle ditte produttrici”, afferma Riccardo Bocci, agronomo, coordinatore della rete Semi rurali e consulente della campagna per il gruppo di lavoro “Diritti di proprietà intellettuale e sovranità alimentare”. “Inoltre, l’Ufficio europeo dei brevetti –aggiunge Bocci – sta riconoscendo, su pressione di grandi ditte sementiere quali Monsanto e Syngenta, diversi brevetti su varietà vegetali in aperta violazione della normativa europea sul brevetto biotecnologico”.

Secondo Bocci, “azioni di questo tipo, evidenziano una pericolosa tendenza a passare dal sistema della “privativa vegetale”, che prevede il diritto dei piccoli agricoltori a utilizzare liberamente le sementi dopo averle acquistate, al sistema del brevetto che lascia agli agricoltori solo il diritto d’uso sulle sementi per una singola annata agraria”.

“Si tratta di problemi che hanno un forte impatto sulla vita quotidiana dei cittadini, ma su cui gli amministratori locali non decidono concretamente, mentre le scelte vengono definite da organizzazioni lontane dalle comunità”, afferma Arturo Parolini, presidente della ong capofila del progetto Ricerca e cooperazione. “Per questo – continua Parolini – con la campagna Sblocchiamoli ci rivolgiamo agli enti locali, quali principali alleati delle nostre azioni per la tutela dei beni comuni e per il rispetto dei diritti essenziali”.

Per saperne di più:
www.senzapatente.org

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