• 30 giugno 2015

Albania, incontro per l’integrazione dei bambini sordi

Tre giorni di scambio di esperienze e di buone pratiche tra esperti di lingua dei segni e di tecnologie informatiche a servizio dei non udenti. Si è tenuto dal 25 al 27 giugno a Tirana un convegno organizzato nell’ambito di I learn, il progetto finanziato dal ministero dell’Innovazione e Pubblica amministrazione albanese tramite i fondi Iadsa, il programma italo albanese di conversione del debito.

Il progetto, realizzato con la Facoltà di Scienze informatiche dell’Università di Tirana e con l’Anad (Associazione nazionale albanese delle persone sorde), mira a favorire l’integrazione scolastica e sociale dei bambini non udenti attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. In particolare verrà creata una piattaforma web con applicazioni mobile e desktop, che avrà sia lezioni interattive attraverso cui gli studenti potranno apprendere la lingua scritta albanese e la lingua dei segni albanese, sia corsi di formazione per gli insegnanti. Cestas collaborerà alla realizzazione della piattaforma e-learning e alla messa a punto dei materiali didattici e dei percorsi di formazione.

Al convegno di Tirana si è parlato proprio di e-learning, di strumenti come la Lim (la lavagna interattiva multimediale) che possono essere a supporto della didattica per bambini sordi e anche dei fondamenti della lingua dei segni. Per Cestas c’erano la capoprogetto Michela Glorio e Fabrizio Gianasso dell’Ente nazionale sordi (Ens), che ha presentato alcune piattaforme italiane che possono servire da spunto: il dizionario internazionale di lingua dei segni Spread the sign, il corso di inglese scritto per non udenti Sign Media e il servizio Comunic@ Ens.

“In Italia, dove la lingua dei segni non è riconosciuta come lingua ufficiale, le nuove tecnologie hanno permesso di compiere un vero e proprio passo avanti nell’eliminare le differenze territoriali e di genere nella creazione dei segni – dice Michela Glorio –. Inoltre, strumenti come Facebook e Whatsapp consentono ai non udenti di imparare la lingua dei segni internazionale e quindi di ampliare enormemente le loro possibilità di comunicazione”.