Argentina, “mani al lavoro” per le donne imprenditrici

Un programma modello di “intervento sociale integrato” finalizzato a sostenere le donne più vulnerabili delle cittadine di Lanùs e di Lomas de Zamora, nella provincia di Buenos Aires, attraverso la creazione di piccole imprese e la costruzione di una rete di sostegno fatta non solo di aiuti economici, ma anche di formazione mirata.

Si chiama “Manos a la obra” (Mani al lavoro), il progetto che Cestas sta realizzando in Argentina in collaborazione con la Fundaciòn Propuesta di Lanús, grazie ai finanziamenti del Ministero nazionale dello sviluppo sociale e con il supporto del corso di laurea in Economia aziendale dell’Università di Lanùs.

Ora in fase di attuazione, il progetto offre assistenza alle donne a rischio di emarginazione che abbiano intenzione di aprire un’impresa oppure che un’attività ce l’hanno già, ma va potenziata.

Le beneficiarie, 75 in tutto, scelte in base alla qualità della loro idea imprenditoriale, sono state messe in contatto con una rete composta da enti di formazione, uffici pubblici e “clubes de emplo”, i centri di intervento sociale che offrono servizi di intermediazione e di accompagnamento professionale.

Le imprenditrici hanno così avuto l’opportunità di seguire corsi di gestione aziendale presso l’Università di Lanùs, ricevendo il diploma direttamente dalle mani della ministra argentina per lo sviluppo sociale Alicia Kirchner.

Al percorso formativo di alto livello si è aggiunto il sostegno nella fase di avvio dei progetti imprenditoriali: le donne hanno ricevuto un capitale da 3.500 a 4.000 pesos argentini (da 670 a 770 euro circa), utile per l’acquisto di attrezzature e forniture.

Le microimprese che sono state create con il progetto “Manos a la obra” rientrano per il 27% nel settore dei servizi, mentre per il 73% in quello della produzione. Si va dal commercio (7%) all’artigianato (13%), passando per la cura del corpo (15%) e la gastronomia (19%). Le attività tessili la fanno da padrone (37%), ma c’è anche chi ha scelto la fotografia e il video (2%).

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