• 3 settembre 2015

In Bolivia per l’educazione e la salute della prima infanzia

Una rete tra Stato, comunità e famiglie che mette al centro la salute e l’educazione dei bambini per formare gli adulti di domani. In uno slogan, “crescere bene per vivere bene”. È un progetto sperimentale quello a cui è stato incaricato di lavorare il Cestas dal ministero della Salute dello Stato plurinazionale boliviano. Si chiama “Dit – Desarrollo infantil temprano” (tradotto: sviluppo della prima infanzia) e il contratto è stato firmato il primo settembre dalla ministra della Salute Ariana Campero Nava e dal presidente del Cestas Uber Alberti.

Il progetto prevede la formazione di oltre 2.200 persone, che si occuperanno della cura e dell’educazione dei bambini in età prescolare nelle regioni di Potosí e di Chuquisaca. “Il governo boliviano, attraverso un prestito della Banca mondiale, investirà oltre 20 milioni di dollari per attivare nelle due regioni più di 100 centri di educazione per l’infanzia – spiega Uber Alberti –. Parte dell’investimento è dedicata alla formazione del personale che lavorerà in questi centri”.

Il Cestas si è aggiudicato il progetto dopo aver vinto una gara internazionale. In otto mesi e con un budget di circa 800mila dollari, dovrà formare 350 madri che avranno il ruolo di educatrici comunitarie, 400 persone neoassunte dal ministero per attivare degli asili nido, 700 dirigenti sanitari che lavorano in ospedali e centri di salute e oltre 750 operatori sociali e funzionari pubblici locali.

Le attività di formazione, che si avvarranno anche della piattaforma virtuale creata dal Cestas Fores Bolivia, riguarderanno i nuovi protocolli sanitari ed educativi, elaborati dal ministero della Salute per contribuire alla qualità delle cure e allo sviluppo cognitivo, psicologico, fisico e sociale dei bambini sotto i 4 anni. Nelle intenzioni del governo, il perfezionamento dei servizi per la prima infanzia avrà ricadute a lungo termine sullo sviluppo di tutta la comunità.

Il rappresentante del Cestas in Bolivia Abraham Munizaga, il coordinatore tecnico del progetto Erick Kosiner e il presidente Uber Alberti sono già impegnati sul campo per verificare lo stato attuale dei i 100 centri.

Dopo il Fores, che ha portato all’apertura di sei centri per lo sviluppo di competenze mediche in tema di salute materno-infantile e alla formazione di oltre 1.500 persone tra medici, infermieri, dirigenti e funzionari pubblici, con il nuovo progetto Dit Cestas consolida così la sua collaborazione con lo Stato boliviano, mantenendo la sua leadership tecnica tra le agenzie internazionali che offrono servizi al ministero della Salute.

“Ancora una volta la qualità della nostra proposta tecnica e lo spessore dello staff selezionato per affrontare questa sfida ci offre la possibilità di collaborare con lo sviluppo di questo meraviglioso Paese”, conclude Uber Alberti.