Brevetti su piante, l’Europarlamento dice no

Si può brevettare la vita? È la domanda alla quale è stato chiamato a rispondere il Parlamento europeo, come riporta la nuova newsletter della campagna di informazione e advocacy Sblocchiamoli. Lo scorso maggio, l’assemblea di Strasburgo ha votato una risoluzione che impegna l’Ufficio europeo dei brevetti e la Commissione europea a escludere dalla brevettazione “varietà vegetali e razze animali”, così come “procedimenti essenzialmente biologici per la produzione di piante o animali”.

Secondo il rapporto 2011 della coalizione “No patents on seeds”, l’Ufficio europeo dei brevetti ha concesso negli ultimi anni circa 2.000 brevetti su piante e 1.200 su specie animali.

Secondo il dossier, solo nel 2011 sono stati ottenuti più di una dozzina di brevetti su varietà vegetali riprodotte con metodi convenzionali – nonostante questo tipo di brevetti sia stato escluso dalla direttiva europea 98/44/CE – mentre un’altra dozzina di brevetti sono stati rilasciati per progetti inerenti la riproduzione degli animali da fattoria, la selezione del sesso, la selezione assistita da marcatori (Mas), la clonazione o l’ingegneria genetica.

Il rapporto porta ad esempio i brevetti riguardanti girasoli, meloni, cetrioli, riso e farina e denuncia che le industrie e gli esperti dell’Epo stanno sistematicamente sfruttando le scappatoie legali esistenti per continuare a brevettare sementi.

Christoph Then e Ruth Tippe, coordinatori di “No patents on seeds”, chiedono di risolvere questo problema reintroducendo nella legge europea il cosiddetto “privilegio dell’agricoltore” che dà agli agricoltori, allevatori e selezionatori libero accesso ad ogni materiale genetico, anche quello già brevettato.

Nell’ultimo numero della newsletter della campagna “Sblocchiamoli” si parla anche di farmaci e di India. Una sentenza dell’Ufficio dei brevetti indiano ha recentemente sancito la priorità del diritto alla salute su quello dei brevetti. Ma i suoi effetti sono ostacolati da diversi accordi commerciali internazionali attualmente in fase di negoziato. Come l’Acta (Accordo anti-contraffazione), che l’Europarlamento dovrà votare i primi di luglio.

Per saperne di più:
il sito della campagna Sblocchiamoli
l’ultimo numero della newsletter

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