Cestas, online l’edizione 2012 del Bilancio sociale

Un anno, 365 giorni, 23 Paesi, 40 progetti tra cooperazione e formazione, 1500 professionisti formati, 20 interventi sanitari, 68 news. Sono alcuni dei numeri del 2011 di Cestas, così come riportati nell’ottava edizione del Bilancio sociale, lo strumento privilegiato di trasparenza adottato dalla ong per comunicare con partner, finanziatori e società civile.

Frutto di un lavoro che ha portato il Cestas a interrogarsi sul percorso fatto e sugli obiettivi raggiunti, il Bilancio sociale fa il punto delle attività realizzate nel 2011 dall’Italia alla Namibia, dal Libano al Malawi, fino a Cile, Ecuador e Argentina.

Sono progetti di formazione, interventi di cooperazione internazionale, campagne di advocacy, iniziative di educazione allo sviluppo e attività di comunicazione. A fare da filo conduttore, coerenza, capacità specializzata e collaborazione pianificata: le tre “C” nel segno del cambiamento, dei diritti e della salute.

Certificato da un revisore esterno al Cestas, il Bilancio sociale mette in fila i progetti attivati o realizzati nel corso del 2011, con la testimonianza di chi li ha condotti e anche di chi ne ha beneficiato, e con relativa rendicontazione economica.

Nel 2011, l’82% dei fondi (pari a euro 2.093.251 euro) è derivato dal settore pubblico italiano e internazionale, il restante 18% (467.543 euro) dal settore privato italiano ed estero. I fondi sono stati destinati per il 56% alla formazione e per il 44% alla cooperazione.

Il 90% dei progetti di cooperazione è stato inerente al settore della salute, l’8% a quello del buon governo e dello sviluppo partecipativo, il 2% al gender empowerment. Nell’ambito formativo, invece, Cestas è presente in 11 Paesi con 47 progetti formativi tra corsi, master e corsi di alta formazione, di cui 20 in America Latina, 9 in Africa, 15 in Italia e 3 in Libano. Il 34% è inerente al settore della salute, il 28% a quello del buon governo, il 24% al gender empowerment, il 14% allo sviluppo partecipativo.

“A tre anni dal termine fissato per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del millennio, per il Cestas è obbligatorio far diventare realtà il diritto universale alla salute e superare la macabra statistica della mortalità materno-infantile – scrive nell’introduzione del Bilancio sociale il presidente del Cestas Uber Alberti –. Questo risultato è intrinsecamente legato all’efficacia degli aiuti, soprattutto in un momento come questo di massima crisi economica per il nostro Paese e per l’Unione Europea e di diminuzione delle risorse per la cooperazione internazionale”.

In evidenza nel Bilancio sociale, anche le attività di comunicazione verso “le nostre comunità, non solo virtuali, di aderenti e simpatizzanti – continua Uber Alberti –. L’uso dei mezzi di comunicazione e dei social network legati alla rete sono ormai una realtà consolidata all’interno della cultura organizzativa del Cestas”.

Da febbraio 2011 sono state realizzate 68 notizie per il sito del Cestas, di cui una selezione è stata diffusa con 10 newsletter mensili a circa tremila indirizzi registrati. Sono circa 200, invece, i post e i link sulla pagina e sul profilo istituzionale del Cestas su Facebook, altrettanti i “cinguettii” su Twitter, che nel complesso hanno raggiunto gli oltre duemila amici, fan e follower. Diciotto comunicati stampa sono stati inviati a redazioni locali e nazionali, venendo ripresi da agenzie di stampa e da radio, da quotidiani di Bologna e di Ancona e anche da testate nazionali, fino ai siti internet, specializzati e non. Il risultato? Oltre 140 articoli e segnalazioni su media tradizionali e online.

Oltre a essere disponibile online, il Bilancio sociale viene anche stampato in 300 copie (su carta riciclata certificata) che in parte saranno inviate a stakeholder, alle sedi decentrate sparse nel mondo e distribuite in diverse iniziative organizzate nel secondo semestre del 2012. Le restanti copie sono a disposizione presso la sede bolognese in via Ranzani 13/15 F.

Per saperne di più:
scarica il Bilancio sociale 2011