Cibo e salute siano diritto di tutti: ha fatto tappa ad Ancona la campagna Sblocchiamoli

Molti studenti delle superiori, con due classi al completo dell’indirizzo biologico-sanitario dell’Istitituto Vanvitelli Stracca di Ancona. Universitari del Politecnico delle Marche, a cui è stato anche rilasciato un attestato di frequenza utile per avere crediti formativi. E poi anche professori, funzionari pubblici e rappresentanti del terzo settore marchigiano. Ha registrato il tutto esaurito l’Aula del mare di Ancona, che lo scorso 15 novembre ha ospitato il seminario “Conoscenza, salute e cibo per tutti: sviluppo e diritti di proprietà intellettuale a confronto”.Organizzato all’interno della campagna Sblocchiamoli dal Cestas in collaborazione con la Regione Marche e con i patrocini del Comune di Ancona e della Rete di economia etica e solidale (Rees) delle Marche, l’incontro, attraverso il contributo di esperti e amministratori pubblici, ha fatto il punto sul rapporto tra brevetti industriali e cibo, sementi, salute e conoscenze tradizionali: beni comuni che non devono essere privatizzati da pochi gruppi economico-finanziari mondiali.

L’evento si è aperto con il saluto di Marina Maurizi, responsabile del servizio Internazionalizzazione, cultura e turismo della Regione Marche. Un intervento conciso ma efficace il suo, che ha saputo subito catturare l’interesse del pubblico in sala. Parola quindi a Valeria Bochi, vicepresidente della Rees Marche, che ha invitato i ragazzi a riflettere sulla biodiversità e ad assumere un atteggiamento critico nei confronti dei loro consumi.

Con Michela Glorio del Cestas si è quindi entrati nel merito della campagna Sblocchiamoli: “È sempre più importante sensibilizzare e far capire quale impatto i brevetti abbiano non solo sui Paesi in via di sviluppo, ma anche nei nostri territori, intaccando quelli che sono diritti fondamentali”.

Ha esordito con una provocazione Raffaele K. Salinari, presidente di Terres des Hommes: “La natura appartiene all’uomo o è vero il contrario?”. Per la difesa dei beni comuni molto può fare la cooperazione internazionale. Lo stesso avere un approccio alternativo al sistema economico, come ha spiegato Francesco Orazi, professor di sociologia economica al Politecnico delle Marche, che ha spostato l’attenzione sui tentativi di economia etica e solidale.

Più tecnica la seconda parte del seminario, che ha riguardato i diritti di proprietà intellettuale e l’industria farmaceutica. Sull’evoluzione della normativa internazionale che regola il sistema dei brevetti si è soffermata Lorenza Paoloni, professore di diritto agrario e  agroalimentare presso l’Università del Molise. Molto concreto (e critico) l’intervento di Daniele Dionisio, esperto in malattie infettive e  membro di un gruppo di lavoro presso il Parlamento europeo sull’accesso alle cure e la lotta alle malattie legate alla povertà: gli accordi internazionali rallentano, e spesso impediscono del tutto, la diffusione dei farmaci generici nei Paesi del sud del mondo, quelli colpiti dalle maggiori emergenze sanitarie.

Ma sulla diffusione dei farmaci generici ci sono problemi anche in Italia, Paese che in questo campo è in ritardo rispetto all’Europa, come ha ricordato Michele Uda, responsabile del Centro studi health economics affairs area  e rappresentante di Assogenerici. Forse il motivo è che all’industria i farmaci generici non convengono. Su ricerca, registrazione dei brevetti, produzione e commercializzazione dei farmaci si è quindi soffermato Orazio Cantoni, preside della Facoltà di Farmacia di Urbino, che ha così concluso gli interventi tecnici, prima di passare il microfono all’assessore alla Cultura del Comune di Ancona Andrea Nobili.

L’assessore, dopo aver rimarcato l’importanza di iniziative queste per tutelare i beni comuni, ha partecipato insieme agli altri relatori allo “Sblocco del lucchetto”, un momento simbolico per testimoniare l’impegno assunto per favorire la diffusione di una legislazione più equa e sostenibile sui diritti di proprietà intellettuale.

Oltre al seminario, tanto interesse ha suscitato anche la mostra sulla salute della campagna Health Heroes, lanciata dal network europeo Azione per la salute globale per sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare i governi a potenziare gli aiuti pubblici allo sviluppo a favore del Sud del mondo. Otto pannelli che raccontano le storie di educatori, medici, ostetriche e funzionari pubblici di tutto il mondo, che quotidianamente si impegnano per ridurre la mortalità infantile, migliorare la salute materna e combattere la diffusione di Aids, malaria e tubercolosi.

Per saperne di più:
il sito della campagna Sblocchiamoli
il sito di Azione per la salute globale