• 25 novembre 2016

Cile-Italia, concluso il primo scambio scientifico

Si è concluso con la consegna dei diplomi e una cela di gala nei saloni del Grand Hotel Majestic di Bologna, lo scambio scientifico che ha portato 22 professionisti della sanità cilena – sono dirigenti di strutture ospedaliere e centri di salute, responsabili di programmi sanitari e poi medici, chirurghi, biochimici, ingegneri, tecnologi e infermieri – a trascorrere due settimane in Emilia-Romagna per conoscere i centri di eccellenza, pubblici, privati e del non profit, del sistema sociosanitario bolognese e regionale.

Lo scambio, dal titolo “Gestion sanitaria y cientifica en salud”, è stato reso possibile dall’accordo sottoscritto dal Cestas con l’Università Andrés Bello di Santiago del Cile e il Dipartimento di Medicina diagnostica e della prevenzione dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, la cui direttrice, la professoressa Maria Paola Landini, ha curato il programma scientifico fatto di visite a strutture, lezioni e incontri con docenti universitari e responsabili dei servizi socio-sanitari.

A partire dal 14 novembre, gli ospiti cileni hanno avuto la possibilità di confrontarsi con amministratori e dirigenti del Comune di Bologna e della Regione Emilia-Romagna e di visitare il laboratorio unico dell’Area vasta della Romagna Corelab, l’Ospedale Maggiore di Bologna, l’Istituto ortopedico Rizzoli, l’Istituto Ramazzini, la Casa della salute di Copparo, nel ferrarese, Villa Ranuzzi, il Cup2000, la Fondazione Ant e il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi.

Grande soddisfazione da parte del presidente del Cestas Uber Alberti e della professoressa Landini. “È un motivo d’orgoglio aver messo in contatto la realtà sanitaria cilena con quella italiana – ha spiegato Alberti –. Sono state due settimane molto intense e voglio ringraziare sia le strutture sanitarie che abbiamo visitato per l’accoglienza che hanno dato ai nostri ospiti, sia la professoressa Landini, senza il cui contributo non sarebbe stato possibile questo scambio”.

“In queste due settimane i professionisti cileni hanno potuto farsi un’impressione precisa di come funziona ed è strutturato il nostro sistema sanitario – ha concluso la professoressa Landini –. Il confronto con i sanitari che lavorano nelle strutture è stato molto apprezzato dai colleghi cileni, ma anche dagli operatori italiani. Siamo contenti che questa esperienza potrà ripetersi in futuro”.