Cocis: “Che si fermi il massacro in Libia”

“Pane, lavoro, democrazia, accoglienza: fermiamo il massacro in Libia”. Il Cocis, la federazione di 23 ong italiane di cooperazione internazionale, tra cui Cestas, presenti da diversi anni nei paesi del Medio Oriente e del Mediterraneo, aderisce all’appello lanciato da alcuni importanti personaggi del mondo del sociale e della cultura, tra cui Andrea Camilleri, don Luigi Ciotti, Margherita Hack, Dacia Maraini, Moni Ovadia e Igiaba Scego.

“C’è una Italia che si riconosce nella lezione di coraggio e dignità che arriva dal mondo arabo – inizia l’appello -. Il profumo dei gelsomini arriva anche nel nostro paese, anche nelle barche piene di giovani con la loro domanda di futuro. Il messaggio che porta con sé ci dice che non è obbligatorio subire il furto di futuro e che è possibile riprendere in mano il proprio destino, e scrivere insieme una nuova storia per il proprio paese e per il mondo intero”.

“Uniamo le nostre voci per chiedere la fine della repressione in Libia e in tutti gli altri paesi coinvolti dalla rivolta dei gelsomini, dallo Yemen al Bahrein fino alla lontana Cina – proseguono i promotori dell’appello -. Per sostenere i processi democratici in Tunisia e in Egitto e lo smantellamento dei vecchi regimi. Per rafforzare le società civili democratiche che escono da anni di clandestinità e di esilio. Per politiche di vero dialogo tra culture e per promuovere i ‘diritti culturali’ delle popolazioni coinvolte”.

C’è anche il tema dell’accoglienza e del dialogo, con le richieste di “chiudere la stagione dei respingimenti e di esternalizzazione delle frontiere” e di concedere immediatamente “ai migranti della sponda sud lo status di protezione temporanea”.

“Non possiamo tollerare che la reazione italiana e europea alle rivoluzioni democratiche del mondo arabo sia la costruzione di un muro di navi militari in mezzo al mare”, concludono i promotori “chiedendo a tutti e tutte di firmare e di farsi sentire”. Perché “ai morti nelle piazze si stanno aggiungendo in questi giorni ancora tanti, troppi, morti in mare. E’ arrivato il momento di dire basta!”.

Per adesioni:
gelsomini2011@gmail.com

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