Da Africa e Medio Oriente, professionisti della salute in viaggio-studio in Emilia

La visita della delegazione alla Usl di Ferrara (foto da Estense.com)Un’esperienza di formazione e di confronto utile per la carriera e per garantire il diritto alla salute delle popolazioni. È quanto hanno vissuto i 16 professionisti del settore sociosanitario di Africa e Medio Oriente iscritti al corso di alta formazione Health as a right, promosso dal Dipartimento di sociologia dell’Università di Bologna e gestito da Cestas, che nei giorni scorsi hanno avuto l’occasione di visitare alcune strutture dell’Emilia-Romagna.

Per tre giorni i medici, gli operatori, le ostetriche e i dirigenti ospedalieri provenienti da Libano, Malawi e Namibia, sono stati ospiti dell’Azienda Usl di Ferrara, che per loro ha organizzato incontri con medici di famiglia, visite ai servizi territoriali e all’Ospedale del Delta di Lagosanto.

Accolta dal direttore generale della Usl ferrarese Paolo Saltari e accompagnata dalla coordinatrice del corso Maria Cristina Falcaro e dalla responsabile dell’Ufficio Africa e Mediterraneo di Cestas Irene Viola, la delegazione ha avuto così modo di conoscere e studiare l’organizzazione dei servizi sanitari e ospedalieri di Ferrara.

“Sicuramente è un confronto utile non solo per chi come voi è in visita – ha detto Paolo Saltari –, ma anche per noi stessi, dirigenti della nostra azienda, che potremo conoscere le esperienze d’altri paesi con problemi certamente diversi, ma che hanno in comune lo stesso principio: migliorare lo stato di salute delle popolazioni”.

Dopo le visite è stato il momento dello studio in aula, con le lezioni sui determinanti sociali della salute e l’equità dell’accesso ai servizi sanitari, che si sono svolte al Dipartimento di sociologia bolognese.

Un incontro nella sede del Cestas è stato invece l’occasione per fare un bilancio dell’esperienza. I commenti? Positivi, come quello della dottoressa Amal Houdeib, dirigente del Bahman Hospital di Beirut in Libano: “Confrontarmi con i colleghi ferraresi è stato davvero utile per il mio lavoro. Esperienze come queste – ha aggiunto – costituiscono un momento di crescita professionale indispensabile per potenziare l’organizzazione dei nostri servizi sanitari”.

“Diffondere conoscenze e buone pratiche è proprio l’obiettivo di iniziative come queste – ha aggiunto il presidente di Cestas Uber Alberti –. Ma non solo, la speranza che abbiamo è che dallo scambio e dal confronto si crei una rete di professionisti della sanità di nord e sud del mondo, al servizio della salute”.