Dall’università al mondo con le borse lavoro Cestas

Josephine CacciaguerraIn Perù, in Namibia e in Libano per mettere in pratica quanto studiato, fare esperienza nella cooperazione internazionale e impegnarsi per tre mesi nella promozione della salute e dell’uguaglianza dei diritti. Sono Josephine Cacciaguerra, Silvia Guareschi e Cinzia D’Intino, le tre studentesse del master in “Politiche sociali e sviluppo sostenibile del territorio”, che si sono aggiudicate tre borse retribuite per vivere un periodo di lavoro in un progetto di cooperazione firmato Cestas.

Josephine Cacciaguerra è appena partita, Lima la sua destinazione. Si muoverà tra Perù ed Ecuador, collaborando con lo staff impegnato nell’estensione della Rete andina dei centri di salute materno-infantile realizzata in collaborazione con la Cooperazione italiana e con i Ministeri e le autorità locali. Nei centri si presta assistenza sanitaria a donne e bambini, si fa prevenzione nell’ambito della salute sessuale e riproduttiva e si formano operatori sanitari. Iniziato nel 1999, il progetto mette oggi in rete 22 tra i principali ospedali andini.

Cinzia D’Intino, invece, ha ancora qualche settimana di tempo per preparare le valigie. È infatti prevista a febbraio la partenza per Beirut. In Libano si occuperà di empowerment, sostegno all’imprenditoria, partecipazione e uguaglianza di genere, seguendo, insieme agli operatori locali, la programmazione di tre diversi progetti rivolti ai giovani e alle donne della regione di Bint Jbeil.

Entro giugno, infine, Silvia Gareschi partirà per la Namibia per supportare il responsabile locale dell’intervento di cooperazione decentrata a sostegno del programma nazionale di lotta a Hiv/Aids e tubercolosi, attivato nel 2010 dal Cestas nelle regioni di Omusati e Otjozondjupa. L’obiettivo? Migliorare la qualità della vita dei malati attraverso il potenziamento dell’assistenza domiciliare, la formazione di personale qualificato, ma anche la promozione della micro-imprenditoria e lo sviluppo socio-economico.

Share