• 30 ottobre 2017

Dal Cile a Bologna per studiare la sanità dell’Emilia-Romagna

Chirurghi, chimici farmaceutici, dirigenti sanitari, professori universitari, nutrizionisti, infermieri. Sono 18 – di cui 10 donne – i professionisti in arrivo a Bologna per la seconda edizione del programma in “Gestion sanitaria y cientifica en salud”, promosso dal Cestas, con il patrocinio del Comune di Bologna e la collaborazione della Regione Emilia-Romagna, insieme al Dipartimento di Medicina diagnostica e della prevenzione dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna e al master in Salute pubblica dell’Università Andrés Bello di Santiago del Cile.

Da lunedì 6 a giovedì 16 novembre, il gruppo di professionisti – il secondo, dopo quello che è stato in Italia nel 2016 – trascorrerà un periodo di formazione e aggiornamento in cui potranno conoscere i centri di eccellenza, pubblici e privati, del settore sanitario bolognese ed emiliano-romagnolo, confrontandosi con altri dirigenti sanitari, medici, amministratori pubblici e docenti delle Università di Bologna, di Ferrara e di Parma.

Il programma delle visite

Il programma, curato dalla professoressa Maria Paola Landini, virologa e direttore scientifico  dell’Istituto ortopedico Rizzoli, si apre lunedì 6 presso la Società medica chirurgica di Bologna: agli interventi di benvenuto di Maria Paola Landini, della direttrice di radiologia del Dipartimento di Medicina diagnostica e della prevenzione dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna Rita Golfieri, del consigliere regionale Giuseppe Paruolo (componente della commissione Politiche per la salute e politiche sociali) e del presidente del Cestas Uber Alberti, seguiranno gli approfondimenti sui sistemi di salute italiano ed europeo di Maria Pia Fantini e di Federico Toth, entrambi dell’Università di Bologna.

Martedì 7, focus sul modello clinico, economico e finanziario del sistema sanitario regionale con l’appuntamento nella sede della Regione Emilia-Romagna con la presidente dell’Assemblea legislativa Simonetta Saliera, l’assessore regionale alla Salute Sergio Venturi e Kyriakoula Petropulacos (responsabile della Direzione generale Cura della persona, Salute e Welfare). Nel pomeriggio, transfer nel centro di Bologna sulle tracce della più antica università del mondo occidentale, con visita guidata al teatro anatomico nella Biblioteca dell’Archiginnasio (la sede dell’Alma Mater dal 1563 al 1803), al Museo della sanità nel complesso di Santa Maria della Vita, all’antico Ospedale di san Giobbe risalente al XII secolo e in via Zamboni, la via delle università.

Mercoledì 8, si entra nel vivo con le visite alle strutture dell’Ospedale Maggiore (900 posti letto e 40 Unità operative, tra cui il Trauma center e il laboratorio analisi più grande d’Italia) e dell’Ospedale Bellaria (struttura plurispecialistica per la neurologia, l’oncologia e la riabilitazione, sede dell’ Istituto delle Scienze neurologiche di Bologna) e gli incontri con i responsabili dell’azienda Usl di Bologna, mentre la giornata di giovedì 8 è dedicata alla conoscenza dell’Azienda ospedaliero universitaria Policlinico Sant’Orsola-Malpighi (sede della facoltà di Medicina e Chirurgia e maggiore ospedale d’Italia per numero di pazienti, con oltre 1.500 posti letto e 5.100 dipendenti, di cui quasi 900 medici).

Dopo il venerdì di lavoro individuale e il weekend, si riparte lunedì 13 dall’Istituto ortopedico Rizzoli, uno tra i migliori ospedali ortopedici del mondo per dimensioni, attrezzature, organizzazione, ricerca e didattica. Martedì 14, trasferta a Ferrara per scoprire l’organizzazione dell’Azienda ospedaliero-universitaria Arcispedale Sant’Anna (637 posti letto più 84 di day hospital per oltre 24mila ricoveri ordinari e ottomila in day hospital nel 2016) e della “Cittadella San Rocco”, una delle 84 Case della salute presenti in Emilia-Romagna, che rappresentano punto di accesso e di erogazione ai servizi sociosanitari e assistenziali rivolti alla popolazione.

Mercoledì 15, altra trasferta, ma a Parma, per visitare, insieme al neuropsichiatra infantile Francesco Pisani, l’ospedale dei bambini “Pietro Barilla”, nato grazie a un accordo tra soggetti pubblici e privati, che hanno coperto con proprie donazioni oltre metà del costo dell’investimento (18 milioni di euro su 34). Giovedì 16, infine, il gruppo di professionisti cileni si recherà nella sede di Cup 2000, la società consortile di servizi di eHealth che gestisce prenotazioni, pagamenti e cartelle cliniche digitali. A seguire, approfondimento sull’utilizzo dei dati in sanità con Simona Rosa, statistica del dipartimento di Scienze biomediche e neuromotorie dell’Università di Bologna. La sera, cena di gala e consegna dei diplomi presso lo storico hotel Corona d’oro.