Egitto, al lavoro per sviluppo ed equità

Oltre 20 studenti e due mesi di formazione gratuita con l’obiettivo di creare sviluppo ed equità, potenziando l’imprenditorialità femminile (e non solo) dell’Egitto. Con le giornate del 27 e 28 febbraio si è conclusa la prima parte di Che mediterraneo sia!, il progetto promosso dal Cestas e dall’Università del Cairo con il cofinanziamento della Regione Emilia-Romagna. Presenti anche la project manager del Cestas Nada Karaivanova e Daniele Scarpi, professore di marketing dell’Università di Bologna.

Il 27 febbraio, presso la Sala delle cerimonie dell’ateneo cairota, una commissione composta da quattro docenti dell’Università del Cairo e dal professor Scarpi, ha valutato gli undici business plan presentati dagli studenti per la creazione di nuove startup, indicandone punti di forza e criticità. I cinque migliori hanno ora un mese e mezzo di tempo per sviluppare ulteriormente il loro progetto. Da un’ultima selezione emergeranno i due vincitori, che avranno l’opportunità di svolgere, accompagnati da un tutor, un viaggio in Italia per presentare i loro progetti.

“Gli studenti hanno tutti mostrato grande interesse, entusiasmo e, nonostante una non sempre adeguata risposta a livello gestionale, hanno avuto modo di partecipare a un positivo sviluppo del progetto, grazie alla capacità organizzativa dimostrata da Cestas – spiega Daniele Scarpi –. Pur nella indubbia differenza culturale che riguarda tanto i processi decisionali quanto la modalità relazionali – continua –, è facilmente riconoscibile una continua volontà di partecipazione”.

La seconda giornata del 28 febbraio si è aperta con a una lezione del professore Scarpi sui principali elementi relativi all’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, seguita da una discussione con studenti e tutor e dalla presentazione di alcuni dati dalla Camera di commercio dell’Emilia-Romagna su piccole imprese e sull’imprenditoria in rosa. La parte più emozionante è stata però quella finale, con la consegna dei certificati di frequentazione del corso.

“Vi siamo veramente grati per averci offerto quest’eccellente opportunità – ha detto Mohamed Adel Rabie, uno degli studenti –. Abbiamo apprezzato molto i vostri sforzi e vi ringraziamo per la fiducia che ci avete dato, speriamo di non deludervi e che le nostre idee possano davvero contribuire a rendere il mondo un posto migliore”. Tra studenti c’è anche chi ha cambiato idea e ora aspira a diventare imprenditore. Come Sara Ahmed: “Ho sempre voluto trovare impiego in una delle istituzioni governative egiziane, ma ora voglio essere il boss di me stessa e lavorare nel privato”.

Il progetto “Che mediterraneo sia!” continua sul web. Una piattaforma e-learning metterà in rete studenti e docenti, mentre a breve sarà lanciato anche un business forum, che favorirà lo scambio di esperienze e consigli su innovazione e startup tra giovani imprenditori egiziani e coetanei italiani.

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