Elezioni 2013, l’appello delle ong

La presenza di un alto referente politico alla guida della cooperazione internazionale allo sviluppo. Una riforma legislativa che tenga in conto le proposte scaturite dal Forum della cooperazione dello scorso ottobre. L’istituzione di un coordinamento nazionale. Sono alcune delle proposte che un folto gruppo di associazioni e organizzazioni della società civile lanciano a istituzioni e partiti in vista delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio attraverso l’appello “La cooperazione internazionale allo sviluppo: tessuto connettivo della comunità globale”.

Sottoscritto anche dal Cestas attraverso Coonger, Osservatorio Aids e Marche Solidali, il documento chiede ai candidati di tutti gli schieramenti di dichiarare la propria posizione e di prendere impegni precisi su dieci punti fondamentali per il futuro della cooperazione internazionale allo sviluppo. Tra gli altri, destinare una quota crescente di risorse in linea con gli accordi presi, garantire una più attiva partecipazione dell’Italia nella definizione delle strategie della cooperazione europea e anche attuare una politica di pace, riducendo produzione, vendita e impiego degli armamenti.

“Nel mondo attuale, diritti, responsabilità, interessi, assumono dimensioni globali, facendo sparire la distinzione tra istanze nazionali e processi internazionali – scrivono i promotori dell’appello –. Per questo crediamo che qualsiasi partito o coalizione sia chiamata a governare l’Italia nella prossima legislatura debba attuare una migliore e più coerente politica globale di sviluppo. Chiediamo che la cooperazione internazionale allo sviluppo diventi la componente qualificante delle relazioni internazionali dell’Italia, più che l’impiego delle nostre forze militari all’estero”.

“Le politiche per i diritti umani, la solidarietà, l’equità, la sostenibilità e la pace devono divenire elementi centrali della strategia internazionale dell’Italia, con chiare priorità geografiche e tematiche, promuovendo la partecipazione di tutti gli attori, pubblici e privati: perché questo sistema di relazioni e di soggetti impegnati nella solidarietà e cooperazione internazionale è la forza reale del nostro Paese – aggiungono –. L’Italia può e deve compiere una trasformazione culturale aprendosi alle sfide globali, dotandosi di una cooperazione internazionale allo sviluppo più attuale  ed efficiente, che assicuri la coerenza, il coordinamento e l’efficacia delle politiche”.

In questi giorni l’appello sarà inviato a tutti i soci, sostenitori, volontari e contatti delle organizzazioni promotrici, diffuso ai media e all’opinione pubblica e ai principali candidati alle elezioni politiche. Questi ultimi saranno invitati a presentare e dibattere le loro posizioni in un evento pubblico nelle settimane precedenti le elezioni.

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