• 6 maggio 2014

Equità e sviluppo, Cestas alla 35° sessione Cepal a Lima

C’è anche il Cestas tra i partecipanti alla trentacinquesima sessione della Commissione economica per l’America Latina e i Caraibi (Cepal), la riunione biennale più importante di questo organismo delle Nazioni Unite, in corso fino al 9 maggio a Lima, in Perù. L’obiettivo? Promuovere un approccio alla crescita economica in grado di combinare inclusione sociale, equità e sostenibilità a medio e lungo termine.

La giornata di ieri è stata dedicata al “Seminario nazionale sul programma di sviluppo oltre il 2015 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile in Perù”, che è stato inaugurato dalla ministra degli Affari esteri peruviani Eda Rivas e dalla segretaria esecutiva del Cepal Alicia Barcena. Oggi la giornata principale con la partecipazione del presidente della Repubblica dl Perù Ollanta Humala e la riunione dei capi delegazione dei Paesi membri.

Domani si continua con i lavori della commissione di cooperazione Sud-Sud e il seminario sulle sfide dell’integrazione regionale. Nelle sedute di giovedì riflettori puntati sulle “alleanze per l’uguaglianza verso un futuro sostenibile”, con un documento che sarà discusso dal vicepresidente dell’Uruguay Danilo Astori e dal ministro dell’Economia del Perù Luis Miguel Castilla Rubio.

Josephine Cacciaguerra, rappresentante del Cestas in Perù, avrà invece il compito di fare da osservatore nel tavolo di lavoro sulla salute presieduto dalla ministra allo Sviluppo e all’inclusione sociale Paola Bustamante.

“Due sono le grandi sfide di sviluppo in America Latina e nei Caraibi: raggiungere livelli più elevati di uguaglianza e garantire la sostenibilità nelle dinamiche di sviluppo di fronte alle nuove generazioni” spiega Josephine Cacciaguerra. “L’agenda post-2015 deve assolutamente avere come base un approccio legato al territorio locale e a una visione di co-sviluppo circolare improntato sulle reali esigenze dei paesi dell’America Latina e non su un Pil diseguale – continua –. Deve essere fondata su indicatori reali capaci di essere raggiunti nei prossimi 15 anni e sulla certezza che gli aiuti per lo sviluppo dei Paesi donors non rimangono solo una promessa”.

“Tuttavia la versa sfida è di accordarsi su obiettivi chiari attraverso un processo trasparente e inclusivo – conclude Josephine Cacciaguerra –. La sessione della Cepal è un laboratorio dove mettere in pratica tale volontà”.