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	<title>Cestas</title>
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	<description>Organizzazione di cooperazione internazionale - ente di formazione</description>
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		<title>Fondo globale contro Aids: appello al Governo per riattivare i finanziamenti</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 15:51:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agenda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne di Sensibilizzazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Osservatorio italiano sull'azione globale contro l'Aids]]></category>
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		<description><![CDATA[Un appello al governo Monti, affinché il 28 gennaio, in occasione del decimo anniversario della creazione, vengano ripristinati i finanziamenti al Fondo globale per la lotta contro Aids, tubercolosi e malaria. Lo ha firmato e diffuso l’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids. “Dieci anni fa – ricorda una nota dell’Osservatorio italiano – il futuro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Fondo-globale-Aids_foto-di-Angela-Bronner-Helm.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4143" title="Fondo globale Aids_foto di Angela Bronner Helm" src="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Fondo-globale-Aids_foto-di-Angela-Bronner-Helm-300x225.jpg" alt="Fondo globale Aids_foto di Angela Bronner Helm" width="300" height="225" /></a>Un appello al governo Monti, affinché il 28 gennaio, in occasione del decimo anniversario della creazione, vengano ripristinati i finanziamenti al Fondo globale per la lotta contro Aids, tubercolosi e malaria. Lo ha firmato e diffuso l’<a href="http://www.osservatorioaids.it/" target="_self">Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids</a>.</p>
<p>“Dieci anni fa – ricorda una nota dell’Osservatorio italiano – il futuro della lotta contro queste tre pandemie era sconfortante e una diagnosi di Aids era una sentenza di morte per chi viveva nei paesi poveri”. Per rispondere a questa drammatica emergenza, venne costituito il Fondo globale, una “partnership unica” tra paesi ricchi, paesi poveri, società civile e settore privato. “Si stima che ogni mese, 100.000 vite vengano salvate grazie al Fondo. Eppure – continua la nota -, è un triste compleanno: con la scusa della crisi economica, molti paesi donatori hanno tagliato i finanziamenti al Fondo globale, proprio ora che nuove scoperte scientifiche offrono opportunità di prevenzione e cura dell’Aids prima impensabili”.</p>
<p>L’Italia, pur avendo svolto un ruolo di primo piano nel lancio del Fondo in occasione del Vertice G8 del 2001 a Genova, ha smesso di sostenerlo ancor prima che la crisi mordesse. “L’Italia non ha ancora versato le quote promesse al Fondo globale per il 2009 e il 2010 (pari a 130 milioni di euro ciascuna) e non ha assunto alcun impegno finanziario per gli anni successivi. Se si considera che il nostro paese a partire dagli anni Duemila ha erogato l’80% circa dei propri fondi per la lotta contro l’Aids nei paesi poveri attraverso il Fondo globale, si deduce che il disimpegno nei confronti del Fondo ha praticamente azzerato il contributo italiano alla lotta globale contro la pandemia”.</p>
<p>Per questo, “il nuovo Governo – sottolinea l’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids – ha davanti a sé una grande opportunità per riacquistare quella credibilità a cui tanto tiene a livello internazionale: rinnovare l’impegno dell’Italia nei confronti della lotta contro l’Aids”.</p>
<p>“Proprio ora che potremmo sperare di sconfiggere queste tre gravi malattie entro la prossima generazione e che la scienza ci chiede di investire di più, i donatori non rispettano le promesse e riducono il sostegno finanziario al Fondo globale, costringendolo a cancellare l’avvio di nuovi programmi di lotta contro Aids, tubercolosi e malaria per i prossimi due anni e a sbattere la porta in faccia a nuovi pazienti. Una condanna a morte per milioni di persone che non hanno ancora accesso alle cure salvavita nei paesi poveri.</p>
<p><strong>I numeri del Fondo globale</strong>. Negli ultimi dieci anni, il Fondo è diventato il principale strumento di lotta contro Aids, tubercolosi e malaria e ha fondamentalmente modificato la capacità della comunità internazionale di combattere queste tre pandemie. Nel 2002 la terapia antiretrovirale era praticamente inesistente nei paesi a risorse limitate; dopo sei anni, negli stessi paesi 7 milioni di persone ne potevano beneficiare, di cui la metà grazie al Fondo globale. Nel corso di questi anni il Fondo ha fornito il trattamento antitubercolare a quasi 9 milioni di persone e ha distribuito oltre 200 milioni di zanzariere impregnate di insetticida per la prevenzione della malaria.</p>
<p><strong>La struttura</strong>. Nato come organizzazione di emergenza strutturata per intervenire “verticalmente” e in modo esclusivo sulle tre malattie, il Fondo globale si sta trasformando in modo da focalizzarsi più strategicamente su interventi a elevato impatto a favore delle popolazioni vulnerabili e con ricadute positive sui fragili sistemi sanitari dei paesi più poveri.</p>
<p><strong>Le scoperte scientifiche</strong>. La ricerca potrebbe dare un’accelerazione ai risultati raggiunti finora dal Fondo globale: è stato dimostrato che i farmaci antiretrovirali rivestono un ruolo strategico per la prevenzione del contagio, oltre che, naturalmente, per la cura dell’infezione. Se usati all’inizio dell’infezione da Hiv infatti, assicurano una protezione vicina al 100% contro la trasmissione del virus in coppie eterosessuali in cui uno soltanto dei partner è infettato dal virus. Gli studi hanno dimostrato anche che il trattamento anticipato riduce dell’84% la possibilità di contrarre la tubercolosi, che è la causa principale di morte delle persone con Hiv. Naturalmente, curare precocemente le persone sieropositive richiede più risorse.</p>
<p><strong>Per saperne di più:</strong><br />
<a href="http://www.osservatorioaids.it/" target="_blank">il sito dell’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids</a><br />
<a href="http://www.theglobalfund.org/en/" target="_blank">il sito del Fondo globale per la lotta contro Aids, tubercolosi e malaria</a></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="320" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OA-31xD0log" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="320" src="http://www.youtube.com/v/OA-31xD0log"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cestas.org%2F2012%2F01%2Ffondo-globale-appello-governo-monti-per-ripristinare-finanziamenti-contro-aids%2F&amp;linkname=Fondo%20globale%3A%20appello%20al%20governo%20Monti%20per%20ripristinare%20i%20finanziamenti%20contro%20l%E2%80%99Aids" target="_blank"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_256_24.png" alt="Share" /></a></p>
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		<title>Un click per la salute, Cestas al concorso “1ClickDonation”</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agenda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
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		<description><![CDATA[Un click per migliorare la qualità della vita delle persone con tubercolosi o Hiv/Aids che vivono in Namibia. Per sostenere il progetto portato avanti nelle regioni di Omusati e Otjozondjupa, Cestas partecipa a “1ClickDonation”, il concorso lanciato dall’omonima piattaforma solidale nata per aiutare il mondo del non profit italiano. Il concorso dura fino al prossimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://1clickdonation.com/gallery.php?id_onlus=218"><img class="alignleft size-full wp-image-4134" title="1ClickDonation" src="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/1ClickDonation_badge_300x180.jpg" alt="1ClickDonation" width="300" height="180" /></a>Un click per migliorare la qualità della vita delle persone con tubercolosi o Hiv/Aids che vivono in Namibia. Per sostenere il progetto portato avanti nelle regioni di Omusati e Otjozondjupa, Cestas partecipa a “1ClickDonation”, il concorso lanciato dall’omonima piattaforma solidale nata per aiutare il mondo del non profit italiano.<span id="more-4133"></span></p>
<p>Il concorso dura fino al prossimo 29 febbraio. Votare è semplicissimo: basta andare alla <a href="http://1clickdonation.com/gallery.php?id_onlus=218" target="_blank">pagina web dedicata al Cestas</a> e cliccare sul tasto “Mi piace” oppure sul tasto “E-mail”. E se si usa <a href="http://it-it.facebook.com/1ClickDonation" target="_blank">Facebook</a>, il voto vale doppio.</p>
<p>In palio ci sono cinquemila euro per l’organizzazione che riceverà più click, tremila euro per la seconda e duemila euro per la terza.</p>
<p><strong>Vota, condividi e fai votare: </strong><br />
<a href="http://1clickdonation.com/gallery.php?id_onlus=218" target="_blank">il sito di 1ClickDonation </a><br />
<a href="http://it-it.facebook.com/1ClickDonation" target="_blank">la pagina Facebook di 1ClickDonation</a></p>
<p><strong>Per saperne di più:<br />
</strong><a href="../../cosa-facciamo/cooperazione-e-sviluppo/namibia/supporto-al-programma-nazionale-integrato-di-lotta-a-hivaids-e-tbc-nella-regione-di-omusati-%E2%80%93-namibia/">il progetto Cestas in Namibia</a></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="320" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/EPDU3js1nVs" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="320" src="http://www.youtube.com/v/EPDU3js1nVs"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cestas.org%2F2012%2F01%2Fun-click-per-la-salute-cestas-al-concorso-1clickdonation%2F&amp;linkname=Un%20click%20per%20la%20salute%2C%20Cestas%20al%20concorso%20%E2%80%9C1ClickDonation%E2%80%9D" target="_blank"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_256_24.png" alt="Share" /></a></p>
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		<title>“Bisogna investire sulle persone”: l’intervista del Resto del Carlino a Uber Alberti</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 10:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agenda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Prima ancora dei soldi ci vogliono le risorse umane, bisogna formare le persone”. È uno dei passaggi centrali dell’intervista a Cesare Sughi del presidente del Cestas Uber Alberti. Pubblicata domenica 22 gennaio sul Resto del Carlino, l’intervista intreccia il percorso personale di Alberti, dalla nascita a Santiago del Cile alla laurea all’Università di Bologna, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Uber-Alberti_foto-di-Gianni-Schicchi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4122" title="Uber Alberti_foto di Gianni Schicchi" src="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Uber-Alberti_foto-di-Gianni-Schicchi-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>“Prima ancora dei soldi ci vogliono le risorse umane, bisogna formare le persone”. È uno dei passaggi centrali dell’intervista a Cesare Sughi del presidente del Cestas Uber Alberti. Pubblicata domenica 22 gennaio sul Resto del Carlino, l’intervista intreccia il percorso personale di Alberti, dalla nascita a Santiago del Cile alla laurea all’Università di Bologna, con la storia della ong, le sue attività, la sua filosofia e i progetti futuri.<span id="more-4121"></span></p>
<p>“La nostra filosofia si riassume in tre ‘c’ – spiega Uber Alberti –: cooperazione, conoscenza, capacità. Per questo l’alta formazione, i progetti rivolti a creare nei 25 Paesi dove operiamo le nuove figure di funzionariato e di direzione pubblica, sono importantissimi, oltre che indissolubilmente legati alla sfera sanitaria”.</p>
<p>Nell’intervista a tutta pagina, non mancano riflessioni ad ampio respiro sul modo di fare cooperazione. “La cooperazione è reciprocità – continua Alberti –, io opero se anche i miei interessi vengono promossi, sempre con i limiti assoluti dell’etica, dei diritti umani, della responsabilità sociale e del rispetto dell’ambiente. La cooperazione – aggiunge – è anche un’occasione perché il nostro sistema produttivo cresca nei Paesi emergenti”.</p>
<p><strong>Per saperne di più:</strong><br />
<a href="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/2012_01-22-Il-Resto-del-Carlino_01.jpg" target="_blank">leggi l’intervista integrale di Cesare Sughi a Uber Alberti</a></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cestas.org%2F2012%2F01%2F%25E2%2580%259Cbisogna-investire-sulle-persone%25E2%2580%259D-l%25E2%2580%2599intervista-del-resto-del-carlino-a-uber-alberti%2F&amp;linkname=%E2%80%9CBisogna%20investire%20sulle%20persone%E2%80%9D%3A%20l%E2%80%99intervista%20del%20Resto%20del%20Carlino%20a%20Uber%20Alberti" target="_blank"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_256_24.png" alt="Share" /></a></p>
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		<title>Senegal: nasce l’associazione africana degli ex studenti Cestas</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 09:54:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si chiama Adub-Cestas, acronimo di “Africains diplomés de l’Université de Bologne”, ed è stata istituita da Mor Khoudia Guye, Nafissatou Ndiaye e Mouhamadou Abdoulah Saliss Mbengue, tre giovani senegalesi impegnati nella promozione dello sviluppo del territorio e del capitale umano. È nata da pochi giorni l’associazione degli ex studenti Cestas, che opererà in Senegal con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Uber-Alberti-e-Saliss-Mbengue.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4113" title="Uber Alberti e e Mouhamadou Abdoulah Saliss Mbengue" src="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Uber-Alberti-e-Saliss-Mbengue-300x199.jpg" alt="Uber Alberti e e Mouhamadou Abdoulah Saliss Mbengue" width="300" height="199" /></a>Si chiama Adub-Cestas, acronimo di “Africains diplomés de l’Université de Bologne”, ed è stata istituita da Mor Khoudia Guye, Nafissatou Ndiaye e Mouhamadou Abdoulah Saliss Mbengue, tre giovani senegalesi impegnati nella promozione dello sviluppo del territorio e del capitale umano. È nata da pochi giorni l’associazione degli ex studenti Cestas, che opererà in Senegal con il supporto di Università partner e dell’ong che ha legato i percorsi dei tre fondatori. Cestas conferma così il suo impegno per uno sviluppo da diffondere in modo sempre più capillare e vicino alle comunità territoriali. <span id="more-4112"></span></p>
<p>“Siamo contenti e orgogliosi di vedere che l’investimento fatto da Cestas nella qualificazione delle risorse umane porta a un consolidamento della società civile africana e alla creazione di soggetti che possono lavorare insieme ad altri e anche a noi – dice il presidente dell’ong Uber Alberti –. Cestas offre il suo appoggio affinché questa iniziativa possa crescere: abbiamo scelto di stringere da subito un’alleanza strategica con l’associazione per la promozione di iniziative volte al miglioramento delle condizioni di salute della popolazione e di percorsi di alta formazione per la crescita e lo sviluppo del Paese che siano realizzati seguendo i principi di ownership e puntando al raggiungimento degli Obiettivi del Millennio”.</p>
<p>L’associazione nasce con un duplice obiettivo: “Lo sviluppo territoriale, in relazione alle collettività che potranno divenire partner della stessa associazione – spiegano i fondatori – e la formazione e lo sviluppo del capitale umano, in collaborazione con le università partner”. Aperta a tutti gli studenti Cestas dei paesi africani, alle comunità territoriali e alle università interessate a partecipare, l’associazione è stata creata da tre diplomati con percorsi di studio diversi. Ad accomunarli, l’Università di Bologna e, appunto, il Cestas.</p>
<p><a href="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Mor-Khoudia-Guye-e-Nafissatou-Ndiaye.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4114" title="Mor Khoudia Guye e Nafissatou Ndiaye" src="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Mor-Khoudia-Guye-e-Nafissatou-Ndiaye-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>Mor Khoudia Guye ha frequentato l’edizione 2009-2010 del master in “Politiche sociali e direzione strategica per lo sviluppo sostenibile del territorio”, coordinato dal professor Paolo Guidicini. Nafissatou Ndiaye, invece, nello stesso anno ha completato il corso di alta formazione in “Organizzazione e management dei servizi socio sanitari in contesti differenziati per dirigenti di paesi esteri”. Mouhamadou Abdoulah Saliss Mbengue, infine, ha ottenuto il diploma del master in politiche sociali e sviluppo sostenibile nell’anno accademico 2010-2011, seguendo il percorso di studio coordinato dal presidente Cestas Uber Alberti.</p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cestas.org%2F2012%2F01%2Fsenegal-nasce-l%25E2%2580%2599associazione-africana-degli-ex-studenti-cestas%2F&amp;linkname=Senegal%3A%20nasce%20l%E2%80%99associazione%20africana%20degli%20ex%20studenti%20Cestas" target="_blank"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_256_24.png" alt="Share" /></a></p>
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		<title>E tu di che formazione sei? Un questionario online per corsi su misura</title>
		<link>http://www.cestas.org/2012/01/questionario-online-per-corsi-su-misura/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 09:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agenda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[campus virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[questionario]]></category>

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		<description><![CDATA[Una formazione su misura, che risponda ai profili e alle preferenze personali. Per sondare bisogni e desideri di chi vuole specializzarsi sui temi della salute, dello sviluppo, della buona amministrazione, della cooperazione e delle politiche sociali, il Dipartimento di formazione Cestas sta mettendo a punto un questionario online. Via e-mail sarà inviato un invito a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Questionario-online.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4108" title="Questionario online" src="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Questionario-online-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a>Una formazione su misura, che risponda ai profili e alle preferenze personali. Per sondare bisogni e desideri di chi vuole specializzarsi sui temi della salute, dello sviluppo, della buona amministrazione, della cooperazione e delle politiche sociali, il Dipartimento di formazione Cestas sta mettendo a punto un questionario online.</p>
<p>Via e-mail sarà inviato un invito a un campione di 100 persone e si ringrazia fin adesso chi compilerà il questionario. Basteranno pochi minuti per rispondere a domande che indagano la storia formativa e lavorativa, i fabbisogni formativi, le competenze professionali che si vorrebbero potenziare dal problem solving alle capacità gestionali o relazionali, fino alle preferenze relative agli aspetti logistici per frequentare percorsi formativi.</p>
<p><strong>Per maggiori informazioni:</strong><br />
<a href="http://www.cestasformazione.org/site" target="_blank">il sito del Campus virtuale Cestas</a></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cestas.org%2F2012%2F01%2Fquestionario-online-per-corsi-su-misura%2F&amp;linkname=E%20tu%20di%20che%20formazione%20sei%3F%20Un%20questionario%20online%20per%20corsi%20su%20misura" target="_blank"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_256_24.png" alt="Share" /></a></p>
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		<title>Dal master al lavoro, tre mesi di cooperazione per gli studenti Cestas</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 13:50:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Studiare e poi mettersi subito alla prova in un’esperienza professionale nella cooperazione internazionale. Non è un miraggio, ma l’opportunità offerta dalle borse lavoro che Cestas mette a disposizione di tre studenti della decima del master in Politiche sociali e direzione strategica per lo sviluppo sostenibile del territorio organizzato insieme al Dipartimento di sociologia dell’Università di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Un-progetto-Cestas-in-Namibia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3577" title="Un progetto Cestas in Namibia" src="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Un-progetto-Cestas-in-Namibia-300x225.jpg" alt="Un progetto Cestas in Namibia" width="300" height="225" /></a>Studiare e poi mettersi subito alla prova in un’esperienza professionale nella cooperazione internazionale. Non è un miraggio, ma l’opportunità offerta dalle borse lavoro che Cestas mette a disposizione di tre studenti della decima del master in <a href="http://www.cestasformazione.org/site/master-2/master-ix/" target="_blank">Politiche sociali e direzione strategica per lo sviluppo sostenibile del territorio</a> organizzato insieme al <a href="http://www.unibo.it/Portale/Offerta+formativa/Master/2011-2012/Politiche_sociali_e_sviluppo_sostenibile_del_territorio.htm" target="_blank">Dipartimento di sociologia dell’Università di Bologna</a>, che prenderà il via il prossimo febbraio.</p>
<p>La durata delle borse lavoro è di tre mesi. Prevista una remunerazione mensile di mille euro netti. Cestas si farà carico delle spese di viaggio e di assicurazione, mentre alloggio e vitto saranno a carico di ogni borsista.</p>
<p>Gli studenti avranno mansioni di supporto allo staff locale con compiti di programmazione, realizzazione, valutazione, monitoraggio e rendicontazione delle attività. Africa e Sud America le possibili destinazioni.</p>
<p>In Namibia si potrà fare esperienza collaborando all’intervento a sostegno del programma nazionale di lotta all’Hiv/Aids e alla tubercolosi. In Cile si lavorerà per favorire la microimprenditorialità e creare occupazione. Modernizzazione dell’amministrazione pubblica di Buenos Aires ed estensione della Rete andina dei centri di salute materno-peritanale sono, invece, gli obiettivi dei programmi Cestas in Argentina e in Perù e Bolivia.</p>
<p>La selezione dei tre borsisti avverrà per titoli e attraverso un colloquio e un test di valutazione. Si terrà inoltre conto della buona riuscita del corso frequentato, delle esperienze formative e professionali acquisite e della conoscenza dell’inglese o dello spagnolo.</p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cestas.org%2F2012%2F01%2Fdal-master-al-lavoro-tre-mesi-di-cooperazione-per-gli-studenti-cestas%2F&amp;linkname=Dal%20master%20al%20lavoro%2C%20tre%20mesi%20di%20cooperazione%20per%20gli%20studenti%20Cestas" target="_blank"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_256_24.png" alt="Share" /></a></p>
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		<title>Innovazione della pubblica amministrazione, secondo master in Argentina</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 12:58:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono aperte fino al prossimo 9 marzo le iscrizioni per la seconda edizione del master in “Modelos de innovación y participación en la gestión pública”, organizzato in Argentina dal Cestas insieme alla sede di Buenos Aires dell’Università degli studi di Bologna, con il sostegno del Ministero degli Affari esteri italiano. Il master, che rilascia un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Diplomati-della-prima-edizione-del-master-in-Gestion-publica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4100" title="Diplomati della prima edizione del master in Gestion publica" src="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Diplomati-della-prima-edizione-del-master-in-Gestion-publica-300x207.jpg" alt="Diplomati della prima edizione del master in Gestion publica" width="300" height="207" /></a>Sono aperte fino al prossimo 9 marzo le iscrizioni per la seconda edizione del master in “Modelos de innovación y participación en la gestión pública”, organizzato in Argentina dal Cestas insieme alla <a href="http://www.ba.unibo.it/BuenosAires/default.htm" target="_blank">sede di Buenos Aires dell’Università degli studi di Bologna</a>, con il sostegno del Ministero degli Affari esteri italiano.</p>
<p>Il master, che rilascia un titolo riconosciuto anche in Italia, è rivolto a laureati in economia, legge, scienze diplomatiche e scienze politiche e mira a formare nuovi dirigenti che sappiano gestire in maniera efficace e innovativa le politiche e le finanze pubbliche. Con una durata di un anno e un percorso interdisciplinare, il corso diretto dal professor Federico Toth si sviluppa in otto moduli, dall’analisi delle politiche pubbliche alla responsabilità sociale, dal welfare fino al marketing istituzionale.</p>
<p>Le lezioni (215 ore in totale) si svolgeranno a partire dal 26 marzo sia in presenza (presso la sede dell’Università di Bologna a Buenos Aires) sia attraverso la piattaforma virtuale Cestas, con docenti dell’ateneo bolognese e con la partecipazione di esperti in politiche pubbliche e sociali. A conclusione gli studenti dovranno elaborare e discutere un project work. Borse di studio co-finanziate dal Ministero degli Affari esteri italiano sono a disposizione dei funzionari del Governo della Provincia di Buenos Aires.</p>
<p><strong>Per informazioni e iscrizioni:</strong><br />
<a href="http://www.ba.unibo.it/BuenosAires/formacionacademica/maestrias/gestionpublica2012.htm" target="_blank">La pagina del master sul sito della sede di Buenos Aires dell’Università di Bologna</a></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cestas.org%2F2012%2F01%2Finnovazione-della-pubblica-amministrazione-secondo-master-in-argentina%2F&amp;linkname=Innovazione%20della%20pubblica%20amministrazione%2C%20secondo%20master%20in%20Argentina" target="_blank"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_256_24.png" alt="Share" /></a></p>
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		<title>Dall’università al mondo con le borse lavoro Cestas</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 12:02:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In Perù, in Namibia e in Libano per mettere in pratica quanto studiato, fare esperienza nella cooperazione internazionale e impegnarsi per tre mesi nella promozione della salute e dell’uguaglianza dei diritti. Sono Josephine Cacciaguerra, Silvia Guareschi e Cinzia D’Intino, le tre studentesse del master in “Politiche sociali e sviluppo sostenibile del territorio”, che si sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Josephine-Cacciaguerra.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4093" title="Josephine Cacciaguerra" src="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Josephine-Cacciaguerra-300x225.jpg" alt="Josephine Cacciaguerra" width="300" height="225" /></a>In Perù, in Namibia e in Libano per mettere in pratica quanto studiato, fare esperienza nella cooperazione internazionale e impegnarsi per tre mesi nella promozione della salute e dell’uguaglianza dei diritti. Sono Josephine Cacciaguerra, Silvia Guareschi e Cinzia D’Intino, le tre studentesse del master in “Politiche sociali e sviluppo sostenibile del territorio”, che si sono aggiudicate tre borse retribuite per vivere un periodo di lavoro in un progetto di cooperazione firmato Cestas.</p>
<p>Josephine Cacciaguerra è appena partita, Lima la sua destinazione. Si muoverà tra Perù ed Ecuador, collaborando con lo staff impegnato nell’estensione della Rete andina dei centri di salute materno-infantile realizzata in collaborazione con la Cooperazione italiana e con i Ministeri e le autorità locali. Nei centri si presta assistenza sanitaria a donne e bambini, si fa prevenzione nell’ambito della salute sessuale e riproduttiva e si formano operatori sanitari. Iniziato nel 1999, il progetto mette oggi in rete 22 tra i principali ospedali andini.</p>
<p>Cinzia D’Intino, invece, ha ancora qualche settimana di tempo per preparare le valigie. È infatti prevista a febbraio la partenza per Beirut. In Libano si occuperà di empowerment, sostegno all’imprenditoria, partecipazione e uguaglianza di genere, seguendo, insieme agli operatori locali, la programmazione di tre diversi progetti rivolti ai giovani e alle donne della regione di Bint Jbeil.</p>
<p>Entro giugno, infine, Silvia Gareschi partirà per la Namibia per supportare il responsabile locale dell’intervento di cooperazione decentrata a sostegno del programma nazionale di lotta a Hiv/Aids e tubercolosi, attivato nel 2010 dal Cestas nelle regioni di Omusati e Otjozondjupa. L’obiettivo? Migliorare la qualità della vita dei malati attraverso il potenziamento dell’assistenza domiciliare, la formazione di personale qualificato, ma anche la promozione della micro-imprenditoria e lo sviluppo socio-economico.</p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cestas.org%2F2012%2F01%2Fdall%25E2%2580%2599universita-al-mondo-con-le-borse-lavoro-cestas%2F&amp;linkname=Dall%E2%80%99universit%C3%A0%20al%20mondo%20con%20le%20borse%20lavoro%20Cestas%20" target="_blank"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_256_24.png" alt="Share" /></a></p>
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		<title>Chiuse le iscrizioni al master in politiche sociali e sviluppo sostenibile</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 08:00:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si sono chiuse lo scorso 30 dicembre le iscrizioni per la decima edizione del master in Politiche sociali e direzione strategica per lo sviluppo sostenibile del territorio, organizzato dal Cestas insieme al Dipartimento di sociologia dell’Università di Bologna. Rivolto a manager, professionisti, consulenti e futuri operatori del settore, il master in un recente sondaggio dell’Università [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Sostenibilità-e-innovazione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4047" title="Sostenibilità e innovazione" src="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Sostenibilità-e-innovazione-253x300.jpg" alt="" width="253" height="300" /></a></p>
<p>Si sono chiuse lo scorso 30 dicembre le iscrizioni per la decima edizione del master in <a href="http://www.cestasformazione.org/site/master-2/master-ix/" target="_blank">Politiche sociali e direzione strategica per lo sviluppo sostenibile del territorio</a>, organizzato dal Cestas insieme al <a href="http://www.unibo.it/Portale/Offerta+formativa/Master/2011-2012/Politiche_sociali_e_sviluppo_sostenibile_del_territorio.htm" target="_blank">Dipartimento di sociologia dell’Università di Bologna</a>. Rivolto a manager, professionisti, consulenti e futuri operatori del settore, il master in <a href="../../2011/09/il-master-preferito-dagli-studenti-di-bologna/" target="_self">un recente sondaggio dell’Università è risultato il corso post-laurea preferito dagli studenti di Bologna</a> per qualità dell’organizzazione, della didattica e dello stage.<span id="more-4046"></span></p>
<p>Il percorso didattico  affronta in  un’ottica multidisciplinare i temi dello sviluppo locale, dalla  pianificazione strategica del territorio alla promozione delle piccole e  medie imprese, con l’obiettivo di formare manager e dirigenti per il  settore pubblico e privato, con competenze aggiornate su contesti  politici e sociali molto diversi e in continua evoluzione.</p>
<p>A conclusione, uno stage formativo obbligatorio di 300 ore  che si svolgerà presso enti locali e istituzioni internazionali, grandi gruppi e organizzazioni non governative. Tra le strutture che dal 2002 a oggi hanno ospitato i circa 250 studenti che hanno frequentato il master ci sono il Servizio per le relazioni internazionali della Regione Emilia-Romagna e l’Ufficio per lo sviluppo locale della Provincia di Lecce, l’Istituto superiore di sanità a Roma e la Municipalità di Santa Ana di Cotacachi in Ecuador. E poi Banca Etica, la Confederazione italiana agricoltori, il centro studi Nomisma, la Fundación ecología y desarrollo a Saragozza in Spagna e l’agenzia umanitaria dell’Organizzazione mondiale della sanità a Skopje in Macedonia.</p>
<p>Il master prenderà il via il prossimo febbraio con una parte online. Da maggio, le lezioni in presenza che si terranno a Bologna.</p>
<p><strong>Per maggiori informazioni:</strong><br />
Chiara Braschi, tel. 051 253001, e-mail <a href="mailto:chiara.braschi@cestas.org">chiara.braschi@cestas.org</a><br />
<a href="http://www.cestasformazione.org/site/" target="_blank">Il sito del Campus virtuale Cestas</a></p>
<p><strong>Allegati:</strong><br />
<a href="../../../../../wp-content/uploads/2011/12/Master-2012_Bando-per-borse-di-studio.pdf" target="_blank">Il bando di concorso per le borse di studio</a><br />
<a href="../../../../../wp-content/uploads/2011/12/Master-2012_Richiesta-borsa-di-studio.doc" target="_blank">Il modulo per la richiesta di borsa di studio</a></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cestas.org%2F2011%2F12%2Fin-scadenza-le-preiscrizioni-per-il-master-in-sviluppo-sostenibile%2F&amp;linkname=In%20scadenza%20le%20preiscrizioni%20per%20il%20master%20in%20sviluppo%20sostenibile%20" target="_blank"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_256_24.png" alt="Share" /></a></p>
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		<title>“Competenze locali e lavoro di squadra, questo è il nostro modello”</title>
		<link>http://www.cestas.org/2011/12/nostro-modello-di-cooperazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 17:41:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“È un progetto che ben rappresenta il nostro approccio alla cooperazione: valorizzazione delle competenze di tutti e lavoro in sinergia con istituzioni e professionisti locali”. Ne parla con orgoglio Uber Alberti, il presidente del Cestas, dell’ultimo intervento realizzato in Bolivia. Un progetto attraverso cui la ong ha messo in campo il proprio expertise per progettare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Foto-ufficiale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4071" title="Foto ufficiale" src="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Foto-ufficiale-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>“È un progetto che ben rappresenta il nostro approccio alla cooperazione: valorizzazione delle competenze di tutti e lavoro in sinergia con istituzioni e professionisti locali”. Ne parla con orgoglio Uber Alberti, il presidente del Cestas, dell’ultimo intervento realizzato in Bolivia. Un progetto attraverso cui la ong ha messo in campo il proprio expertise per progettare la nuova Facoltà di Scienze della salute e Medicina dell’Università autonoma Tomas Frias di Potosì, insieme a due istituti specializzati nella medicina tradizionale e nelle patologie correlate all’altitudine.<span id="more-4069"></span></p>
<p>“Siamo sbarcati in America Latina tra il 1988 e il 1989, la prima cosa che abbiamo fatto è stato appoggiare la riforma del sistema sanitario cileno, occupandoci di formazione e costruendo un primo centro sanitario modello – dice Uber Alberti –. Oggi, con questo progetto, siamo tornati alle origini, offrendo le nostre competenze sulla salute e sull’architettura sanitaria”.</p>
<p><a href="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Presentazione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4072" title="Presentazione" src="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Presentazione-242x300.jpg" alt="" width="242" height="300" /></a>Quello del Cestas è stato un intervento “in corsa” all’interno di un programma della Cooperazione italiana a sostegno del sistema socio-sanitario del Dipartimento di Potosì. “Lo scorso luglio siamo stati chiamati dall’<a href="http://www.utlamericas.org/" target="_blank">Unità tecnica locale della Cooperazione italiana</a> – continua Alberti – per coordinare la progettazione di tre edifici estesi su un’area di ottomila metri quadri, correggendo le incongruenze e gli errori strutturali di un progetto precedente”. L’obiettivo? Arrivare il prima possibile a un progetto esecutivo che permettesse di dare il via ai lavori di una struttura “attesa da molto tempo dalla comunità universitaria, che richiedeva nuovi spazi per la formazione e per il potenziamento dei servizi sanitari alla popolazione”.</p>
<p>Obiettivo raggiunto, perché in tre mesi il progetto esecutivo è stato elaborato, approvato dai committenti e presentato in un’assemblea pubblica alla presenza del Governatore di Potosì Francisco Apaza e del rettore dell’<a href="http://www.uatf.edu.bo/" target="_blank">Università autonoma Tomas Frias</a> Roberto Bohorquez Ayala. Il merito va al lavoro di squadra portato avanti con Domenico Bruzzone, Chiara Lenza e Valentino Luzii dell’Ufficio della Cooperazione italiana in Bolivia, i tecnici dell’università e due professionisti specializzati in architettura ospedaliera, Abraham Munizaga Montecinos e Johnny Villouta Bustamante. “È il nostro modello – sottolinea il presidente del Cestas –, solo attraverso un sistema articolato che valorizzi l’expertise di tutti si può fare cooperazione bene e con efficienza”.</p>
<p><a href="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Progetto_01.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4073" title="Progetto_01" src="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Progetto_01-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a>Collegati da ampi spazi comuni che conferiscono armonia e funzionalità, la Facoltà di Medicina e i due istituti si integreranno all’Ospedale Daniel Bracamonte, già realizzato dalla Cooperazione italiana nella prima fase del programma. Gli edifici saranno dotati di tecnologie per il risparmio energetico. Grande importanza nella progettazione l’hanno avuta anche gli stilemi architettonici locali. “I Centro per la medicina tradizione – spiega Alberti &#8211; ha la forma della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chakana" target="_blank">cruz andina</a>, il simbolo millenario che rappresenta la visione cosmica dei popoli andini del Perù, della Bolivia e del nord dell’Argentina”.</p>
<p>“Ringraziamo accoratamente il Cestas, il suo presidente e la squadra di architetti per l’importante lavoro svolto – dice il direttore dell’Ufficio regionale della Cooperazione italiana Domenico Bruzzone –. Da questa sinergia è risultato un progetto che porterà alla costituzione del primo Parco pedagogico sanitario della Bolivia, che promuoverà la ricerca scientifica in settori peculiari della realtà di Potosì”.</p>
<p><a href="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Progetto_02.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4076" title="Progetto_02" src="http://www.cestas.org/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Progetto_02-300x161.jpg" alt="" width="300" height="161" /></a>E sarà proprio all’interno di questo nuovo Parco sanitario che continuerà il rapporto tra Cestas e la comunità di Potosì. “Ci è già stato chiesto di organizzare percorsi di alta formazione sanitaria – conclude Jaime Sepulveda, esperto in salute pubblica e consigliere del Cestas – e di definire un nuovo curriculum per i medici e gli infermieri”.</p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cestas.org%2F2011%2F12%2F%25E2%2580%259Ccompetenze-locali-e-lavoro-di-squadra-questo-e-il-nostro-modello%25E2%2580%259D%2F&amp;linkname=%E2%80%9CCompetenze%20locali%20e%20lavoro%20di%20squadra%2C%20questo%20%C3%A8%20il%20nostro%20modello%E2%80%9D" target="_blank"><img src="http://static.addtoany.com/buttons/share_save_256_24.png" alt="Share" /></a></p>
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