Fondo globale: più risorse, più salute, meno costi

GlobalFundQuindici miliardi di euro. Sono i finanziamenti che dovrebbe avere il Fondo globale per contrastare efficacemente Aids/Hiv, tubercolosi e malaria, riducendo anche l’impatto economico delle tre pandemie. Lo sostiene il rapporto Cost of inaction, realizzato dalla ong olandese International civil society support (Icss) e rilanciato dall’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids, a cui anche Cestas aderisce.

Il rapporto si rivolge ai leader mondiali, che entro la fine dell’anno saranno chiamati a dichiarare il proprio impegno finanziario a favore del Fondo globale per il prossimo triennio. Secondo Icss, un incremento degli investimenti consentirebbe non solo di tenere sotto controllo le tre malattie infettive – e alleviare così le sofferenze a cui sono soggetti milioni di persone –, ma anche di ridurre i costi economici.

Se i donatori mantenessero infatti invariato il livello attuale di investimenti e non si impegnassero a finanziare il Fondo globale con 15 miliardi di euro, nei prossimi tre anni ci saranno 3,9 milioni di nuove infezioni da Hiv, che comporterebbero una spesa di 47 miliardi di dollari per garantire a tutti la terapia antiretrovirale salvavita.

Discorso analogo per la tubercolosi: la mancanza di investimenti vorrebbe dire 3 milioni di persone in meno curate e un milione di vite che non potrebbero essere salvate. Inoltre, la carenza di trattamenti antitubercolari (che oggi costano 30 dollari per paziente) porterebbe a casi di tubercolosi multi-resistente, che potrebbero costare fino a mille volte di più.

Per quanto riguarda la malaria, risorse economiche non adeguate porterebbero a 196mila decessi all’anno e a 430 milioni di nuovi casi di malaria che avrebbero potuto essere evitati. In termini economici, vi sarebbe un mancato incremento del Pil pari a 20 miliardi di dollari.

“Il nostro paese ha svolto un ruolo fondamentale per il lancio del Fondo globale, avvenuto in occasione del Summit G8 di Genova del 2001 – ricorda Stefania Burbo dell’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids –. A partire dal 2009, tuttavia, l’Italia non ha mantenuto le promesse fatte nei confronti di tale organismo per un totale di 260 milioni di euro e non ha più assunto alcun impegno finanziario futuro”.

“Considerando che i due terzi del contributo italiano alla lotta contro l’Hiv/Aids erano erogati attraverso il Fondo globale, a causa dei tagli l’impegno profuso dall’Italia si è praticamente azzerato – continua –. L’Osservatorio chiede che l’Italia torni nuovamente a fare la sua parte nella lotta globale contro le pandemie, mettendo a punto una rinnovata strategia che parta da una consistente dichiarazione di impegno finanziario nei confronti del Fondo globale”.

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