Formazione, in Bolivia corso di epidemiologia

Formare personale in grado di rispondere con rapidità ed efficacia alle malattie emergenti in Bolivia, a partire dalla tubercolosi. È questo l’obiettivo del primo corso di alta formazione in epidemiologia di campo, realizzato dal Cestas in stretta collaborazione con il Ministero boliviano della salute e con il Centro de estudios de posgrado e investigación (Cepi) dell’Universidad mayor real y pontificia San Francisco Xavier de Chuquisaca.

Frutto dell’accordo siglato lo scorso marzo con il Ministero della salute per estendere in Bolivia la Rete andina per la salute materno-infantile e co-finanziato dalla Cooperazione italiana allo sviluppo, il corso mira a diffondere le competenze tecniche e teoriche per effettuare studi statistici, raccogliere ed elaborare informazioni, ma anche per intervenire per la prevenzione e il contrasto alla diffusione delle malattie.

I partecipanti sono 46 e 30 le borse di studio assegnate anche dall’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità. Tra loro anche il viceministro boliviano della salute e il dirigente dell’Unità nazionale di epidemiologia, e poi medici, infermieri, ricercatori e dirigenti provenienti dai nove dipartimenti sanitari della Bolivia e dagli ospedali della Rete andina per la salute materno-infantile.

Biostatistica, indagini epidemiologiche, conoscenza e utilizzo di software specifici, prevenzione e vigilanza sullo sviluppo di nuovi focolai, intervento e comunicazione sono alcune delle materie affrontate nel programma di 300 ore. La didattica è iniziata i primi di giugno con le lezioni in presenza che si sono svolte presso la sede di Sucre del Cepi. Fino a metà agosto proseguirà con i moduli in e-learning attraverso una piattaforma digitale con video-lezioni, materiali didattici e forum riservati a docenti e corsisti. A metà novembre, infine, la presentazione e la discussione delle tesi.

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