Diritti e diversità, una pubblicazione sui servizi socio-sanitari per immigrati

La copertina di "I servizi socio sanitari per immigrati"Tra diritti fondamentali e diversità, una panoramica sulle politiche nazionali e regionali messe in atto per rispondere ai bisogni sociali e sanitari degli oltre quattro milioni di stranieri (il 7% della popolazione) presenti in Italia. Si intitola “I servizi socio sanitari per immigrati” la pubblicazione curata da Gloria Greganti e Michela Glorio, responsabile della sede marchigiana di Cestas, nell’ambito del progetto “Il Labirinto” finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali.

“La decisione di concentrarci sulla tematica dei servizi socio-sanitari e di come essi vengono trattati a livello legislativo e politico-operativo, sul piano nazionale e territoriale – spiegano le autrici –, è legata all’importanza che l’erogazione di tali prestazioni riveste per favorire lo sviluppo economico del migrante e della sua famiglia, e per promuovere l’integrazione, che inevitabilmente ha ricadute positive sulla collettività”.

Sono 130 le diverse comunità culturali di provenienza degli immigrati in Italia. Romania, Albania, Marocco, Cina e Ucraina sono per il 50% dei casi i Paesi di origine. In aumento il numero delle donne che decidano di immigrare in Italia (rappresentano il 50% del totale degli stranieri residenti) e molti i minori (sono il 22%, ma il 61% è nato in Italia).

La salute degli immigrati risulta essere strettamente connessa ai sistemi di accoglienza e di inclusione. La pubblicazione, partendo dal livello nazionale, fornisce il quadro di riferimento legislativo sul diritto alla salute e sull’assistenza sanitaria, passando poi al contesto territoriale dell’Emilia-Romagna e delle Marche, di cui analizza le normative regionali e i Piani strategici triennali che definiscono le modalità di accesso da parte degli immigrati ai servizi socio-sanitari.

Un focus particolare è riservato agli sportelli informativi per stranieri, molto più radicati nel territorio emiliano-romagnolo (nel 2011 sono 138 quelli gestiti direttamente dai Comuni) rispetto a quello marchigiano (36 che comprendono sia gli sportelli comunali che quelli creati da associazioni e sindacati).

Il confronto tra le due Regioni continua nella parte conclusiva della pubblicazione, che mette in luce punti di forza, debolezze e opportunità. “La Regione Emilia-Romagna – sottolineano Gloria Greganti e Michela Glorio – conta su un’ampia presenza di mediatori culturali e ha strutture capaci di rispondere più efficacemente all’utenza immigrata, soprattutto nel settore della salute materno infantile”.

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Scarica la pubblicazione I servizi socio sanitari per immigrati