In Bolivia, Ecuador e Perù per la salute di madri e bambini

BoliviaFormazione, ricerca e attrezzature informatiche: azioni e forniture che serviranno a migliorare i servizi per la salute delle madri e dei bambini nella regione andina, grazie a un accordo siglato tra Cestas e i ministeri della Salute di Bolivia, Ecuador e Perù. Il progetto, co-finanziato dai firmatari dell’accordo e dal ministero italiano degli Affari esteri, è finalizzato all’“Estensione della Rete andina per la salute materna e perinatale”: saranno rafforzati i rapporti di cooperazione tecnica tra i tre Paesi e si potenzieranno l’accesso e la qualità del servizio materno e perinatale offerto negli ospedali associati alla Rete.

In arrivo anche due corsi di alta specializzazione e un master universitario in Salute pubblica per il personale sanitario. Inoltre, l’accordo prevede la fornitura di dotazioni informatiche che serviranno al rilevamento dei dati sanitari da parte di 22 ospedali.

“Cestas è orgoglioso dell’accordo che porterà a un investimento importante sulla formazione delle risorse umane che dirigono i processi di riforma di Bolivia, Ecuador e Perù – spiega il presidente dell’ong Uber Alberti –. Il nostro ruolo di organizzazione esperta nell’alta formazione viene sempre più riconosciuto all’estero e poter far fronte alle richieste di collaborazione e di assistenza tecnica è linfa per la nostra mission istituzionale. In questo caso, tale riconoscimento ci dà l’opportunità di formare oltre 30 funzionari pubblici perché migliorino la loro capacità direttiva ed esecutiva all’interno dei programmi sanitari nazionali”.

Il master universitario, finanziato da Cestas e realizzato in collaborazione con la Facoltà di medicina dell’Università di Bologna e gli atenei di Parma, Andrès Bello di Santiago del Cile, di Cuenca in Ecuador e San Marco di Lima in Perù, prevede 1.500 ore di formazione di cui una parte a distanza ed è destinato a 15 borsisti dei tre Paesi coinvolti.

Dedicati invece all’“Epidemiologia di campo” e alla “Qualità nella gestione del servizio ospedaliero” i due corsi di alta specializzazione: le modalità di finanziamento saranno le stesse del master, con una quota a carico di Cestas e l’eventuale eccedenza sostenuta dai rispettivi ministeri.

Anche la ricerca è al centro dell’accordo concluso tra il Cestas e la titolare del dicastero della Salute boliviano Nila Heredia Miranda, il viceministro Martin Maturan Trigo, il direttore nazionale dei servizi di salute Johnny Vedia Rodríguez e la direttrice della cooperazione internazionale del ministero della Salute del Perù Liliana La Rosa: in fase di avviamento uno studio sui parti prematuri, la mortalità materno-perinatale e l’epidemiologia legata a mortalità e morbilità materna.

Per 22 ospedali della Rete andina sono poi in arrivo 27 computer, 12 stampanti e 22 connessioni: la strumentazione, offerta da Cestas, sarà utilizzata per la gestione di un Sistema informatico perinatale (Sip) dedicato al monitoraggio e all’archiviazione di dati sulla morbilità materna e perinatale. In totale, fanno parte della Rete 8 ospedali in Bolivia, 7 in Ecuador e 7 in Perù, oltre ai ministeri della Sanità dei tre Paesi.

Nel corso della missione condotta dal presidente Cestas Uber Alberti, che ha portato all’accordo per l’ampliamento delle Rete andina, è nata anche una collaborazione tra Cestas e la regione boliviana di Potosì. L’obiettivo? Appoggiare il progetto di cooperazione sanitaria bilaterale Italia-Bolivia per il “Sostegno alla sviluppo del sistema socio-sanitario del Dipartimento di Potosì-IV fase”.

Per saperne di più:
Il campus virtuale Cestas
Il sito della Rete andina per la salute materna e perinatale