• 22 marzo 2016

La lotta dell’Etiopia contro l’Aids

“L’Etiopia è uno dei paesi più poveri del mondo, ma ha compiuto sforzi notevoli negli ultimi anni per rafforzare il proprio sistema sanitario. Sono aumentati i centri sanitari e i dispensari, si è investito sulla formazione degli operatori sanitari di comunità e si è avviata una rivoluzione culturale per portare la popolazione, soprattutto nei villaggi, a utilizzare le strutture sanitarie. Permangono, tuttavia, importanti criticità: il tasso di trasmissione dell’Hiv dalla mamma al bambino, per esempio, si attesta ancora intorno al 25%”. A parlare è Stefania Burbo, focal point dell’Osservatorio Aids, la rete di 13 ong italiane e internazionali impegnate nella lotta contro l’Aids e contro la povertà, di cui anche Cestas fa parte.

Stefania Burbo è di ritorno da una visita di studio nel paese africano organizzata da Aidos e Osservatorio Aids, a cui hanno partecipato due parlamentari e il fotoreporter Francesco Cocco, il cui reportage è stato pubblicato da Internazionale. “Il governo etiope – spiega un comunicato dell’Osservatorio Aids – ha introdotto, con il sostegno del Fondo e di altri partner, l’Health Service Extension Program, grazie al quale decine di migliaia di donne sono state formate per lavorare come operatrici sanitarie di base all’interno delle proprie comunità”.

Un progetto importante in uno dei paesi prioritari della cooperazione italiana dove però “persistono forti problematiche legate al diritto alla salute e ai diritti delle donne e delle ragazze – ricorda Maria Grazia Panunzi, presidente Aidos –: in Etiopia il 74,3% delle donne fra i 15 e i 49 anni ha subito la pratica delle mutilazioni genitali femminili e l’Hiv-Aids riguarda maggiormente le donne. Lo stigma della malattia le colpisce rendendole ancora più vulnerabili. Auspichiamo che nella revisione annuale delle linee di programmazione della cooperazione internazionale italiana venga data priorità a promuovere l’empowerment e i diritti delle donne e delle ragazze come strumento fondamentale per lo sviluppo sostenibile”.

Le fa eco Lia Quartapelle, deputata Pd e coordinatrice del gruppo interparlamentare sulla cooperazione internazionale: “Abbiamo avuto una preziosa opportunità di toccare con mano la sfida complessa di questo paese. Resta ancora molto da fare, ma abbiamo riscontrato uno straordinario impegno politico per lo sviluppo sociale, in particolare nell’ambito della cooperazione sanitaria. E l’Etiopia può contare sulla partnership con l’Italia, che negli ultimi tre anni ha contribuito con circa 100 milioni di euro al raggiungimento di importanti obiettivi di modernizzazione e di crescita. A partire dal prossimo documento di programmazione triennale, vogliamo rafforzare il nostro sostegno: il 2016 è un anno cruciale, perché entrano a pieno regime la riforma della cooperazione e la nuova agenzia, e vogliamo arrivare al G7 ospitato dall’Italia onorando l’impegno di aumentare sensibilmente gli investimenti per lo sviluppo”.

Chiara Braga, deputata Pd, sottolinea l’importanza di un altro tema a fianco della salute, quello “della siccità e del cambiamento climatico che da tempo affligge anche il corno d’Africa e di cui pare esserci poca coscienza in occidente, Italia compresa. Ambiente, sostenibilità e climate change sono questioni a cui anche l’Etiopia, pur in fase di forte sviluppo economico, deve far fronte, anche per le conseguenze sulla salute e la qualità della vita della popolazione. Da questa esperienza nasce l’impegno mio e dell’onorevole Quartapelle a sostenere dall’Italia le tante e fattive azioni di cooperazione che abbiamo conosciuto a partire da un uso più equo ed efficiente dell’acqua”.

Fra i progetti visitati durante la missione in Etiopia c’è l’ospedale di San Luca a Wolisso, realizzato e gestito da Medici con l’Africa Cuamm, un’altra ong della rete dell’Osservatorio Aids. “Nel centro sanitario di San Luca ogni anno vengono diagnosticati 900 casi di tubercolosi, di cui 200 sono ricoverati perché gravi. La diagnosi e la terapia sono gratuiti, grazie ai fondi che il Fondo Globale fornisce al governo locale. Lo stesso vale per la malaria con circa 2.000 casi diagnosticati ogni anno, dei quali 200 gravi. Nel caso dell’Hiv, vengono effettuati 18.000 test all’anno per la diagnosi e attualmente sono in trattamento 1.400 pazienti”: così don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm, che oltre a ricordare i dati sottolinea come progetti simili siano possibili solo grazie all’impegno di tutti: “Ben vengano, quindi, occasioni come queste: la visita di parlamentari italiani che si mettono in ascolto, che aprono la testa e il cuore ai più poveri. Persone che vogliono capire cosa facciamo come Cuamm, come Osservatorio Aids, come autorità locali e Fondo globale, per continuare insieme a sostenere la salute globale e la lotta all’Aids”.