La sostenibilità degli aiuti allo sviluppo per la salute

“Un nuovo fondo globale per la salute sfrutterebbe economie di scala finanziarie per portare la condivisione del rischio dal livello nazionale a quello globale, spostando il focus dal livello-paese a livello-individuo e, ovviamente dall’attenzione verso singole malattie ad un approccio integrato per la salute”. Lo scrivono Daniele Ravaioli e Eduardo Missoni del Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale dell’Università Bocconi, in un articolo pubblicato su Saluteinternazionale.info.

Al centro dell’analisi dei due ricercatori, la proposta di costituire un “Global social health protection fund”, un Fondo internazionale che metta insieme e utilizzi, secondo un approccio multi-tematico, le risorse finanziare offerte da partnership come il Global fund per l’Hiv, la tubercolosi e la malaria.

Per Daniele Ravaioli e Eduardo Missoni, un fondo globale per la salute “assicurerebbe lo svincolamento dell’aiuto dalla dipendenza da priorità politiche che non sempre rispondono a obiettive priorità geografiche ed epidemiologiche, né ai veri bisogni dei paesi riceventi”.

La vera sfida, concludono, sarebbe “ancora una volta la governance e la gestione del Fondo”.

Per saperne di più:
Leggi l’articolo su Saluteinternazionale.info

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