Imprese rosa, Italia e Argentina a confronto

Alcune microimprenditrici del programma "Manos a la Obra"Un parallelo tra Italia e Argentina per discutere di donne e di lavoro a partire da alcune esperienze di successo. Si è svolto a Brindisi dal 6 all’8 giugno il dodicesimo Forum delle Camere di commercio dell’Adriatico e dello Ionio, che ha portato nella cittadina pugliese i rappresentanti di 38 enti camerali e di altre istituzioni pubbliche e private provenienti da Italia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Grecia, Albania e Serbia.

Tra i relatori anche Michela Glorio del Cestas, che in un tavolo tematico dedicato all’imprenditoria femminile ha presentato una ricerca sulle imprenditrici nella Provincia di Ancona e i risultati di dieci anni di attività della ong nella formazione e nell’accompagnamento al lavoro delle donne argentine.

Qui Italia. Realizzata insieme all’Ufficio statistica e al Comitato imprenditoria femminile con il finanziamento della Regione Marche, la ricerca propone numeri e analisi sullo sviluppo delle imprese “rosa” in Italia, nelle Marche e nella provincia di Ancona. Secondo la ricerca, nel 2011 il binomio donna-impresa ha fatto un piccolo passo avanti. Alla fine di dicembre dello scorso anno, infatti, l’Osservatorio dell’imprenditoria femminile di Unioncamere segnala che sono quasi 7mila le imprese femminili in più rispetto al 2010, con un incremento dello 0,5%. Ancora maggiore la crescita nelle Marche e ad Ancona (+0,9%): a livello regionale le aziende guidate da donne sono 42.841 (24,1% del totale), nella provincia 11.912 (25,1% del totale).

Imprese rosa in crescita. L’analisi dell’imprenditoria femminile della regione Marche segnala la forte concentrazione nei due settori tradizionalmente femminili, l’agricoltura e il commercio, che insieme rappresentano il 47% del totale delle imprese femminili a fine 2011. Tuttavia va sottolineata la crescita delle imprese ‘rosa’ nel settore della fornitura di energia elettrica e gas (+81%), l’istruzione (+11,9%), la fornitura di acqua e reti fognarie (+5,7%) ed infine le attività professionali, scientifiche e tecniche (+5,5%).

Sostegno e formazione. Ma a che cosa si devono questi dati che pongono le Marche e Ancona al di sopra della media nazionale? Una risposta arriva dalle attività svolte dalla Camera di Commercio di Ancona e dal suo Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile, creato per diffondere e sostenere la cultura d’impresa femminile nel territorio. Come? Da una parte mappando e dando visibilità alle aziende già presenti, dall’altra favorendo la nascita di nuove attraverso la formazione, l’accesso al credito facilitato e la creazione di reti locali, nazionali e internazionali.

Qui Argentina. Ma a Brindisi si è parlato anche di imprenditrici argentine, con la presentazione del programma di cooperazione internazionale portato avanti dal Cestas dal 2003 per la promozione economica e sociale delle donne. Co-finanziato dal Ministero degli Affari esteri e dalla Regione Marche (Servizio internazionalizzazione, cultura, turismo, commercio e attività promozionali), il programma si fonda sui Cem (Clubes de empleo para mujeres), centri di intermediazione in cui le donne trovano interlocutori qualificati sui temi dell’occupazione, dalle azioni di sostegno da parte delle istituzioni al contatto con potenziali datori di lavoro, fino alle opportunità per diventare imprenditrici.

Valorizzare la persona. Le donne che si rivolgono ai Club de empleo partecipano a corsi di formazione, che mirano a valorizzare le loro abilità per aumentarne la “impiegabilità”. Inoltre nei Cem possono contare sul sostegno di valutatori psicologici, di contabili, di uno o più agenti di intermediazione e di un dealer manager, il cui compito è favorirne l’ingresso nel lavoro oppure aiutarle a mettersi in proprio o a potenziare la propria attività.

I risultati. Ai Club de empleo, aperti e gestiti in collaborazione con istituzioni, enti e fondazioni locali, si sono rivolte a oggi 1980 donne. Dal 2008, e solo nella Provincia di Buenos Aires, 331 donne hanno ricevuto formazione per il lavoro dipendente o autonomo, sono stati elaborati 214 piani individuali per l’apertura di negozi o di altre attività, mentre 228 sono stati i finanziamenti per la micro-imprenditoria.

Le beneficiarie hanno un’età media di 37 anni. Il 50,4% è composto da madri di famiglia, il 52% ha conseguito un titolo di scuola secondaria, il 23% possiede un titolo di scuola terziaria, il 15% ha un titolo di scuola primaria e infine solo il 10% ha un titolo universitario.

I finanziamenti per l’auto-impiego sono stati utilizzati nella maggioranza dei casi (73%) per l’apertura di attività nel settore produttivo, il restante (27%) per i servizi. Sono stati creati laboratori tessili, gastronomie, ma anche centri di bellezza, negozi di artigianato e laboratori fotografici e video.

Per saperne di più:
la ricerca “L’imprenditoria femminile nella Provincia di Ancona”
la pagina sul progetto di cooperazione in Argentina per la promozione economica e sociale delle donne nella provincia di Buenos Aires

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