Libano, nuove risorse per la parità di genere

Applausi, complimenti e la promessa di nuove risorse per continuare a percorrere la strada contro le discriminazioni sul lavoro e per l’uguaglianza tra i generi.  Si è tenuto lo scorso 12 luglio a Beirut il lancio ufficiale della campagna nazionale di sensibilizzazione “In mani sicure”, realizzata dal Cestas e dall’ong libanese Amel international all’interno del progetto per il miglioramento dello status e delle condizioni lavorative delle operatrici sanitarie finanziato dall’Unione Europea. All’incontro, che si è aperto con una conferenza stampa, erano presenti un’ottantina di persone provenienti da tutto il Libano: oltre al presidente di Amel Kamel Mohanna e alla referente del Cestas per il Medio Oriente e i Balcani Nada Karaivanova, c’erano l’ambasciatrice dell’Unione Europea in Libano Angelina Eichhorst, l’ambasciatore italiano Giuseppe Morabito e Jumana Al Qadi Jurdi del Ministero libanese per gli affari sociali, che patrocina la campagna. “È stato un successo per tutti noi e per il Cestas – racconta Nada Karaivanova –. Sono più di tre anni che con Amel abbiamo portato avanti questa attività di educazione e sensibilizzazione per migliorare le condizioni lavorative delle operatrici sanitarie, che in Libano non sono riconosciute e apprezzate. Siamo orgogliosi di quanto fatto – continua –, negli ospedali in cui abbiamo lavorato le statistiche mostrano che abbiamo ottenuto un significativo miglioramento. Ma questo è solo il primo passo, Cestas e Amel hanno costruito un rapporto che durerà nel tempo”. La campagna di sensibilizzazione è stata realizzata dagli uffici libanesi di Memac Ogilvy e prevede affissioni in tutto il Paese, pubblicità sui giornali, locandine, spot radiofonici e televisivi su tutte le emittenti nazionali. Il messaggio? Fidarsi delle competenze professionali di infermiere, dottoresse, tecniche di laboratorio, perché con loro “si è in mani sicure e meritano rispetto”. “Per il progetto di cooperazione abbiamo anche realizzato una ricerca – aggiunge Nada Karaivanova –. I risultati parlano chiaro, donne e uomini del settore sanitario libanese sono ben preparati professionalmente, consapevoli dei loro diritti e anche degli ostacoli che devono superare. Vanno però adeguatamente supportati per il raggiungimento della parità dei diritti sul lavoro. Ne trarrebbe vantaggio tutta la società e si potrebbe fermare la fuga dei cervelli”. “Vogliamo incoraggiare  molte più donne di lavorare nel settore sanitario – conferma il presidente di Amel international Kamel Mohanna –: c’è un rischio enorme per il sistema sanitario libanese, che rischia di bloccarsi senza un’integrazione dello staff infermieristico”. E nuovi fondi sono in arrivo per il miglioramento delle condizioni di vita delle donne del Libano, come annunciato dall’ambasciatrice dell’Unione Europea Angelina Eichhorst: “Già per il 2012 stiamo programmando diversi interventi con il Governo e assicuro che l’appoggio dell’Unione si tradurrà presto in azioni concrete”. Massimo sostegno anche da parte del Ministero per gli affari sociali del Libano: “Speriamo che il programma non si fermi qui e che le attività di Cestas e Amel continuino” aggiunge la dirigente Jumana Al Qadi Jurdi a nome del ministro Jumana Al Qadi Jurdi. Complimenti per il progetto anche da parte dell’ambasciatore italiano Giuseppe Morabito: “Conosco molto bene il Cestas e sono orgoglioso che proprio una ong italiana abbia realizzato un’attività così importante per il Libano. Anche in futuro lo Stato italiano continuerà ad aiutare il popolo libanese”. L’alta rappresentante europea Angelina Eichhorst ha voluto lanciare anche un messaggio ai giovani del Libano, incoraggiandoli a utilizzare i social media, a fare e condividere informazione con le proprie comunità e con le istituzioni per cambiare il modo di pensare. “Parlatene coi vostri amici e in famiglia, così inizierete a interrompere le discriminazioni e le violenze contro le donne”. Guarda il video dello spot televisivo della campagna Share