Libano, quando la cooperazione diventa know-how

Dall’Italia al Libano e di ritorno in Italia, come esperienza modello da insegnare all’università. La ricerca “Enhancing the status and working conditions of female health staff in Lebanon” realizzata nel 2010 da Cestas, diventa oggetto di studio per gli studenti del Dipartimento di Scienze infermieristiche dell’Università di Milano.

Lo scorso 24 gennaio, infatti, una lezione del corso è stata dedicata proprio alla ricerca sulla condizione delle donne che in Libano lavorano in ambito sanitario. Condotta da Cestas nell’ambito del progetto “Lotta alle discriminazioni di genere sul posto di lavoro in ambito medico-infermieristico” in collaborazione con l’associazione libanese Amel e con la consulenza scientifica del Centro interdipartimentale sui sistemi sanitari e le politiche di welfare dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, a Milano la ricerca è stata presentata dalla professoressa Lia Lombardi, esperta di studi di genere. Una lezione utile agli studenti, che ha dimostrato inoltre come la cooperazione internazionale possa avere ricadute positive non solo nei paesi in via di sviluppo, ma anche in Italia grazie alla produzione di know-how applicabile in altri ambiti.

La presentazione all’Università di Milano della ricerca “Enhancing the status and working conditions of female health staff in LebanonRealizzato con il supporto della Commissione Europea nelle zone di Bazourieh (Caza di Tiro), Khiam (Caza di Marjayoun) e Hay es Selloum (Monte Libano), il progetto “Lotta alle discriminazioni di genere sul posto di lavoro in ambito medico-infermieristico” ha come obiettivo principale la sensibilizzazione sulla violenza contro le donne e l’analisi di come questa influisca nella vita privata e sul posto di lavoro. “Sono state due le ragioni che ci hanno spinto a rispondere con entusiasmo all’invito dei partner libanesi a collaborare con loro – spiega il presidente di Cestas Uber Alberti -: in primo luogo l’attenzione che da trent’anni il nostro centro presta alla cooperazione in campo sanitario, quindi la voglia di cogliere la sfida rappresentata dalla realizzazione di un progetto gestito da un consorzio pubblico-privato promosso dalle organizzazioni della società civile in collaborazione con il Ministero della Sanità libanese”.

L’indagine conoscitiva sulla condizione lavorativa delle donne operanti nel sistema sanitario libanese è stata pubblicata in inglese e in arabo. La presentazione si è tenuta il 15 luglio 2010 in Libano, in un incontro a cui hanno partecipato il rappresentante della delegazione europea in Libano, il presidente dell’associazione Amel e Irene Viola, responsabile degli Uffici regionali Cestas in Africa e Mediterraneo. Composto, oltre che dalla ricerca, da corsi di formazione, attività di comunicazione e da una campagna di sensibilizzazione che prevede anche la messa in onda di spot televisivi, il progetto coinvolge 90 operatori sanitari libanesi, 810 persone delle comunità di Bazourieh, Khiam e Hay es Selloum, 90 studenti della Facoltà di medicina, istituzioni ed enti locali.