L’Osservatorio italiano Aids scrive al premier

AidsIn vista della legge di stabilità, e dopo una mozione firmata da 42 parlamentari, l’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Enrico Letta per far sì che l’Italia torni a finanziare il Fondo globale per la lotta contro Aids, tubercolosi e malaria versando. La richiesta è di versare, per il triennio 2014-2016, un contributo di 100 milioni di euro. Dal 2009, infatti, l’Italia non eroga i fondi concordati, subendo così una significativa limitazione di ruolo e peso decisionale, che ha portato anche la perdita del seggio unico in seno al consiglio d’amministrazione del Fondo globale.

“L’Italia – si legge nella lettera – non finanziando più il Fondo Globale ha praticamente azzerato il proprio impegno per contrastare Hiv e Aids nei paesi a risorse limitate, poiché due terzi del contributo italiano alla lotta contro tale pandemia veniva erogato proprio attraverso il Fondo globale. Tale cifra rappresenterebbe un contributo importante per raggiungere i 15 miliardi di dollari che collettivamente i donatori del Fondo globale dovrebbero versare nel suddetto triennio”.

A seguito di studi realizzati a livello nazionale e internazionale, il Fondo Globale reputa necessari 87 miliardi di dollari per contrastare efficacemente Aids, tubercolosi e malaria nei prossimi tre anni e che tali fondi potrebbero essere così ripartiti: 37 miliardi coperti dai Paesi che realizzano programmi di lotta contro le tre pandemie, 15 miliardi forniti dal Fondo globale e 24 miliardi da altri canali internazionali di finanziamento. Si stima che così si potrebbero prevenire più di un milione di nuove infezioni Hiv ogni anno e che la terapia antiretrovirale potrebbe divenire disponibile per 18 milioni di persone. Si potrebbe inoltre salvare la vita di 6 milioni di persone colpite dalla tubercolosi e evitare milioni di nuovi casi di malaria.

“Ritornare a finanziare il Fondo globale, dopo cinque anni contraddistinti da impegni disattesi e assenza di nuovi investimenti – continua la lettera al presidente del Consiglio – sarebbe coerente con il graduale riallineamento dell’Italia agli standard internazionali della cooperazione allo sviluppo e rappresenterebbe un’opportunità concreta per l’Italia per tornare a essere protagonista credibile nel campo della salute globale e della cooperazione internazionale”.

Nel 2011 si sono registrati nel mondo 2.7 milioni di decessi correlati all’Aids e alla tubercolosi e nel 2010 sono avute 660 mila morti causate dalla malaria. E se nel 2002 le cure antiretrovirali contro l’Hiv nei paesi più poveri raggiungevano 300mila persone, oggi, con l’intervento del Fondo globale ne possono beneficiare 9,7 milioni di persone. Il lavoro del Fondo globale è stato sostenuto negli anni da parte della comunità scientifica italiana, a partire dall’Istituto superiore di sanità, così come da molte organizzazioni della società civile italiana con attività di patrocinio, come nel caso dell’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids, una rete di 14 ong tra cui il Cestas.

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