• 20 ottobre 2014

Namibia, cresce la rete intorno alla comunità di Katutura

Quando si dice “da cosa nasce cosa”. Grazie a Cestas è nata una collaborazione tra Slow Food e l’ong namibiana Hisa (Hope iniziatives Southern Africa), partner del progetto a sostegno delle donne e dei malati di Hiv/Aids e tubercolosi di Katutura, popoloso insediamento informale alle porte della capitale Windhoek, che si è concluso lo scorso settembre.

La collaborazione tra Hisa e l’associazione fondata da Carlin Petrini ha portato alla creazione di 10 orti in altrettante scuole di Katutura all’interno del progetto 10.000 orti in Africa. L’obiettivo? Garantire alle comunità cibo fresco e sano, ma anche formare una rete di leader consapevoli del valore della propria terra e della propria cultura, che possano essere protagonisti del cambiamento e del futuro del continente africano.

Non solo: da giovedì 23 a lunedì 27 ottobre, due referenti di Hisa, John Mafukidze e John Negongo, avranno l’occasione di partecipare al Salone internazionale del gusto e Terra madre di Torino, in cui potranno confrontarsi con piccoli produttori e comunità del cibo provenienti da 100 Paesi di tutto il mondo.

“È stata la project manager del Cestas Michela Glorio a proporre a Slow Food di estendere alla Namibia il progetto 10.000 orti in Africa, coinvolgendo il centro Kilimanjaro Tobias Hainyeko gestito da Hisa a Katutura” dice la responsabile per l’Africa Nada Karaivanova. “Questo è il nostro modo di operare – conclude –: non ci limitiamo a portare avanti i nostri progetti specifici, ma cerchiamo di costruire un network intorno ai nostri beneficiari”.