Namibia: formazione su misura, corso su Hiv e Tbc

Un progetto di formazione “tagliato” su misura per il ministero della Salute della Namibia, per insegnare a medici, infermieri e dirigenti sanitari a realizzare ricerche epidemiologiche e a monitorare la diffusione di Hiv e tubercolosi. Sì è tenuto dal 23 al 27 aprile, presso l’Heja Lodge di Windhoek, il corso su salute pubblica e ricerca epidemiologica applicata, realizzato dal Cestas nell’ambito dell’intervento di cooperazione internazionale per migliorare la qualità della vita delle persone affette da Hiv e tubercolosi nelle regioni namibiane di Omusati e Otjozondjupa.

Organizzato con il supporto e la collaborazione scientifica dell’Istituto di ematologia Lorenzo e Ariosto Seràgnoli della Facoltà di Medicina di Bologna, della School of Nursing and Public health dell’Università della Namibia (Unam) e del Ministero locale della Salute e dei Servizi sociali (Mohss), con il finanziamento della Direzione generale Cooperazione allo sviluppo del ministero italiano degli Affari esteri, il corso ha visto la partecipazione di 24 infermieri e medici con ruoli clinici e manageriali nei servizi di cura per Hiv/Aids e tubercolosi. Undici provenivano dalle regione di Omusati, altrettanti da Otjozondjupa, i restanti tre dalla direzione centrale del Mohss.

“Il corso è stato realizzato su esplicita richiesta del Mohss – spiega Margherita Dalla Casa, project manager dell’intervento di cooperazione sanitaria del Cestas –. Nonostante la Namibia abbia registrato un significativo progresso nell’implementazione delle strategie per mitigare l’impatto di Hiv/Aids e tubercolosi, è emersa una mancanza delle capacità per effettuare ricerche operative e di revisione, ma anche analisi e divulgazione dei dati relativi a queste due infezioni, che rappresentano la maggiore sfida a livello di sanità pubblica del Paese”.

Attraverso 80 ore tra lezioni in aula ed esercitazioni pratiche, il corso ha fatto sì che i partecipanti comprendessero le basi dell’epidemiologia e il ruolo che possono avere le politiche sanitarie e le attività di monitoraggio e valutazione per contrastare Hiv/Aids e tubercolosi. Ogni corsista, inoltre, ha avuto il compito di elaborare una ricerca operativa di base, la cui bozza è già stata discussa insieme ai docenti, mentre la versione finale sarà presentata e rivista nei prossimi mesi. “E insieme al Mohss valuteremo la possibilità di dare seguito ad alcuni progetti di ricerca proposti dai corsisti”.

Insieme al certificato di frequenza rilasciato da Mohss, Cestas e dalle università partner, ogni partecipante otterrà dei crediti formativi (Cpd points) che vengono assegnati dal Mohss per la partecipazione a corsi professionalizzanti in ambito sanitario.

“Nel complesso abbiamo avuto feedback molto positivi da parte del Mohss, che ha riconosciuto come il corso abbia saputo rispondere alla loro forte mancanza a livello di operational research, data collection e analysis”. Soddisfazione anche da parte dell’Unam e soprattutto dei partecipanti: “Si sono mostrati interessati e attivi – conclude Margherita Dalla Casa –, le loro valutazioni sono molto positive per il livello delle competenze che hanno acquisito e che ora potranno mettere in pratica”.

Per avere maggiori informazioni sul progetto contro Hiv/Aids e tubercolosi in Namibia, clicca qui.
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