Namibia, formazione per il personale sanitario

Formazione Namibia 01Nonostante il disinteresse dei media occidentali, la Namibia continua ad avere uno dei più alti tassi di incidenza della tubercolosi (723 ogni 100.000 abitanti) al mondo, secondi solo allo Swaziland e al  Sud Africa. Per aggiornare i volontari impegnati nella regione di Otjozondjupa nell’implementazione della strategia DOTs – Directly Observed Therapy e monitorare le attività di assistenza domiciliare, sono proseguiti i seminari organizzati dal Cestas insieme al ministero della Salute namibiano.

I corsi, che si svolgono ogni tre mesi, servono anche per far dialogare tutte le figure coinvolte nella cura dei pazienti. Ogni volontario opera infatti in una delimitata area e segue direttamente i singoli casi sotto la supervisione della clinica di riferimento. Tale sinergia prevede l’applicazione di standard per la gestione della tubercolosi in termini di tipologia di assistenza sanitaria, distribuzione di medicinali e controllo epidemiologico. L’utilizzo di strumenti di monitoraggio serve invece per connettere, da un lato, il controllo statistico della malattia e, dall’altro, la conoscenza dei casi specifici per area geografica.

Accade però che i diversi “linguaggi” non sempre vengono utilizzati allo stesso modo e per questo è importante avere un momento in cui gli operatori sanitari possano confrontarsi per discutere i referti medici e i dati raccolti attraverso il lavoro quotidiano.

Formazione Namibia 02Con il modello di formazione congiunta applicato dal Cestas è possibile così far incontrare in un momento formativo strutturato i volontari, le infermiere e i responsabili degli uffici regionali. Nei corsi vengono analizzati i casi più complessi e si definiscono soluzioni condivise per la gestione e la corretta raccolta delle informazioni.

“Tale modello formativo è stato riconosciuto dalle istituzioni come una buona prassi da replicare anche in altre regioni – spiega Francesco Zatta dell’ufficio namibiano del Cestas –. Attraverso la stretta collaborazione tra ruoli e funzioni sanitarie, sia nella fase operativa che in quella di valutazione e monitoraggio, permette infatti di migliorare continuamente le procedure e di programmare iniziative aderenti alla realtà quotidiana delle comunità”.

Share