• 15 giugno 2016

Osservatorio Aids, Italia sostenga di più il Fondo globale

Dal 2002 al 2014, nei Paesi in cui opera il Fondo globale per la lotta contro Aids, tubercolosi e malaria, sono state salvate più di 17 milioni di vite e sono calati di un terzo i decessi: i numeri sono quelli del rapporto “Il Fondo globale: un’opportunità per l’Italia, una risorsa per le future generazioni”, presentato dall’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids alla Camera dei deputati.

Il documento spiega come funziona il Fondo globale, quali i Paesi coinvolti, i servizi erogati e con quali risultati, raccontando le esperienze sul campo di alcune ong dell’Osservatorio. Dal 2002, grazie al Fondo oltre 8 milioni di persone hanno beneficiato del trattamento antiretrovirale contro l’Hiv, più di 13 milioni hanno ricevuto cure per la tubercolosi e attraverso i programmi di lotta alla malaria sono state distribuite 548 milioni di zanzariere impregnate di insetticida.

In vista della conferenza di rifinanziamento del Fondo che si svolgerà il prossimo settembre, l’Osservatorio invita l’Italia ad avere un ruolo leader fra i donatori internazionali. In questa direzione va una risoluzione della Commissione Esteri alla Camera, che chiede al Governo di aumentare in maniera significativa il contributo al Fondo globale: “Ci aspettiamo che l’aumento sia superiore a quello degli altri Paesi dell’Unione europea”, ha affermato l’onorevole Lia Quartapelle del Pd, intervenendo alla presentazione del rapporto dell’Osservatorio Aids.

Gli interventi di lotta alle tre pandemie mondiali, ha osservato l’onorevole Chiara Braga, responsabile Ambiente del Pd, “passano, oltre che dalla prevenzione e dall’accesso costante alle cure, anche dalla disponibilità di acqua potabile al fine di garantire a ciascun essere umano un’esistenza dignitosa e in salute e una maternità in sicurezza per le madri e il nascituro”.

Anche Laura Frigenti, direttrice dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo, auspica che “l’Italia rafforzi il suo ruolo nei meccanismi decisionali del Fondo globale soprattutto nei Paesi prioritari per la cooperazione italiana”. “È necessario – aggiunge – che si applichi l’approccio gender mainstreaming anche nella fase iniziale di elaborazione dei progetti e dei programmi paese”.

“Le tre pandemie sono causa e conseguenza della povertà – scrive nel suo messaggio il vice ministro agli Affari esteri Mario Giro – ed è per questo molto importante arrivare all’obiettivo indicato dal Fondo globale di salvare entro il 2016 altri 22 milioni di vite. L’Italia sostiene con convinzione, sia dal punto di vista politico che finanziario, l’operato del Fondo. Accanto all’approccio medico-scientifico è anche importante accrescere la resilienza delle popolazioni maggiormente colpite e promuovere la difesa dei diritti umani, garantendo l’uguaglianza di genere”.

L’Osservatorio Aids, ha ricordato infine la focal point Stefania Burbo, chiede che l’Italia torni a essere un Paese leader nel panorama dei donatori internazionali e che il prossimo impegno finanziario a favore del Fondo sia di 200 milioni di euro per il prossimo triennio. Serve, inoltre, che il Fondo globale chieda maggior sostegno ai donatori internazionali e ottenga almeno 14 miliardi di dollari. Allo stesso tempo deve potenziare le attività di monitoraggio dei progetti e rafforzare la partecipazione della società civile internazionale.

Credit photo: The Global Fund