• 14 novembre 2015

Parigi, l’Europa risponda unita rigettando la xenofobia

L’Aoi, l’Associazione delle organizzazioni italiane di solidarietà e cooperazione internazionale di cui fa parte anche Cestas, si stringe intorno al popolo parigino in questo momento terribile, mentre piange le 128 vittime di un attacco terroristico ignobile perpetrato in nome della paura e dell’attacco alla convivenza civile tra religioni, popoli, culture.

Il pensiero di Aoi va ai familiari delle vittime, ai feriti e a quanti sono in apprensione in queste ore in attesa di notizie. Aoi stringe inoltre in un abbraccio caloroso le decine di ong, organizzazioni ed associazioni della società civile francese che in questi anni hanno lavorato insieme a noi per costruire un mondo di pace e democrazia, diritti, giustizia e coesione sociale.

È proprio questo lavoro, svolto ogni giorno da cittadini inermi come quelli colpiti ieri sera a Parigi, il vero obiettivo dei terroristi: la strada difficile e irrinunciabile della convivenza, della mediazione dei conflitti, della comprensione delle ragioni dell’altro, del rifiuto di ogni guerra. La politica europea deve rispondere in maniera unitaria a questa barbarie, rigettando la xenofobia e la costruzione di altri muri, di altri fili spinati.

Nel nostro lavoro di cooperanti, impegnati nel volontariato, nel servizio civile, nel sociale, abbiamo sperimentato che è il dialogo, unito alla rivendicazione ferma di eguaglianza sociale e del rispetto dei diritti umani, ad essere l’unico strumento efficace per fermare il terrorismo e l’ideologia mortifera che colpisce e minaccia oggi Parigi, ieri Beirut, Londra, Peshawar e decine di altri luoghi del mondo ci cui stiamo perdendo il conto.

L’Europa che oggi è nel mirino dei terroristi deve finalmente attuare una strategia congiunta che qualifichi la sicurezza come bene comune, nel segno della solidarietà e della pace. Non deve esserci cedimento di fronte alla barbarie, ma invece dialogo con la diplomazia popolare, con le società civili e democratiche, con quell’Islam democratico, tollerante e promotore di pace che sono nemici anch’essi dell’Isis, del terrorismo e dell’autoritarismo: forze che i governi e l’Europa troppo spesso sembrano non vedere e che non appoggiano.

È necessaria e urgente un’inversione di rotta nelle agende internazionali in direzione della costruzione di politiche unitarie di prevenzione, di sostegno alle popolazioni oppresse o in fuga dalle guerre in Medio Oriente e nel Mediterraneo, di mediazione diplomatica con un ruolo di primo piano nei paesi in conflitto.