Passione e impegno: una finestra sul sud del mondo

Josephine CacciaguerraUna testimonianza sul mondo della cooperazione allo sviluppo, dalla formazione al lavoro sul campo in “un viaggio itinerante tra Ecuador, Perù e Bolivia”, Paesi “che mi hanno accolta e che ogni giorno danno nuova linfa alla teoria letta e studiata per anni”. È quella che Josephine Cacciaguerra del Cestas ha scritto per Parsud. L’osservatorio dell’Università Orientale di Napoli per la partecipazione e i sud del mondo, è stato creato dalla professoressa Vanna Ianni, consulente del Ministero degli Affari esteri e dello United nations development programme (Undp), nonché scrittrice delle nuove Linee guida della cooperazione decentrata.

“Quando ho deciso che avrei voluto far parte del mondo della cooperazione allo sviluppo non avevo chiaro cosa questo volesse dire, non immaginavo cosa comportasse e quanto di me stessa avrei investito in futuro in questo cammino”, scrive Josephine Cacciaguerra, che oggi – dopo aver vinto una borsa lavoro all’interno del master in Politiche sociali e direzione strategica per lo sviluppo sostenibile del territorio organizzato dal Cestas insieme al Dipartimento di sociologia dell’Università di Bologna – è la coordinatrice per l’Ecuador e il Perù della Rete andina per la salute materno-infantile.

“Questo tipo di cooperazione non ha nulla a che fare con le immagini che spesso la gente ha in mente”, spiega Josephine Cacciaguerra nel raccontare il suo lavoro per estendere il network di ospedali, strutture sanitarie e università che costituiscono la Rete andina. “La cooperazione è stata sempre impersonata dall’immagine del volontario in Africa abbracciato da tanti bambini o che ricostruiva una scuola. Beh, io ho scelto di far parte di quella parte di cooperazione chiamata ‘sviluppo’. E non perché la prima fosse meno importante, ma poiché credo fermamente che non basti, che per fare davvero qualcosa di concreto sia necessario andare oltre, attraverso uno scambio circolare, un incontro, uno scontro e un costruire insieme”.

Ma servono passione e impegno per affrontare un “continuo di riunioni, accordi, valutazioni, studi di fattibilità, monitoraggi e video-conferenze”, tutti quei passaggi necessari per ascoltarsi e decidere insieme, superando mille difficoltà. “La base di questo mestiere è la necessità di cambiamento, è una speranza, è un mettersi in gioco ogni giorno con il confronto e lo scambio di passioni”. E oggi, conclude Josephine Cacciaguerra, “ho imparato a camminare non più da sola, ma con gli altri, facendo un passo dopo l’altro guardando a un orizzonte migliore”.

Per saperne di più:
il testo integrale della testimonianza di Josephine Cacciaguerra su Parsud

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