Tra “indignados” e sognatori, in video la vita dei giovani cileni

Giovani cileni (foto di Filippo Giusberti)Conni, Nicol e Alvaro hanno sogni, aspettative e vite molto diverse tra loro. In comune, hanno l’età – compresa tra i 20 e i 25 anni – e la nazionalità cilena. Sono i tre ragazzi scelti dal regista Filippo Giusberti per diventare protagonisti di un documentario-verità dedicato alla vita quotidiana dei giovani del Cile, un Paese molto diverso dall’Italia e da esso distante per geografia e cultura. Prodotto dall’ong bolognese Cestas, il video sarà presto disponibile on line in un sito ad esso dedicato.

Attraverso l’aiuto degli operatori di Cil, una ong cilena affiliata a Cestas, Giusberti ha viaggiato alla ricerca di personaggi per il documentario muovendosi tra Concepción e Tumbes, un piccolo paese di pescatori devastato dallo tsunami.

A Concepción, le telecamere di Giusberti hanno seguito Conni, artista 23enne che ha organizzato un’esposizione sulla fruibilità dell’arte insieme ad altri giovani. “‘Esto no es tan serio’, il titolo della mostra – scrive Giusberti – sintetizza la loro idea: un’arte che si consuma quotidianamente, si mangia come un panino in strada. Ho trovato il loro progetto e Conni stessa piuttosto interessanti, le ho parlato della mia idea e così è diventata il mio primo personaggio”.

Nicol è invece una giovane imprenditrice che partecipa a un programma di microimprenditoria avviato dall’ong Cil. Ha 21 anni, un figlio avuto quando era 15enne e un marito a cui ha dovuto chiedere il permesso prima di poter comparire nel documentario.

Alvaro sta per laurearsi in Sociologia, svolge il suo praticantato presso il Cil e lavora al programma di microimprenditoria a cui partecipa anche Nicol. “Nato in un quartiere povero di Santiago del Cile, padre alcolizzato, amici delinquenti, Alvaro ha fatto i lavori più disparati fino a che non ha deciso di chiedere una borsa di studio per l’università – racconta il regista –. L’ha ottenuta e ora sta finendo di studiare e insieme a sua moglie, Vale, stanno crescendo una bellissima bambina. Così – conclude Giusberti – Alvaro è diventato il mio terzo personaggio”.