Un ponte tra il Libano e l’Emilia-Romagna

Di qua e di là del Mediterraneo, e ritorno, in nome della solidarietà e dei diritti umani. Nel sud del Libano a fianco dei giovani e delle donne che vivono nel territorio di Bint Jbeil. In Emilia-Romagna per promuovere il dialogo a partire dalle scuole. A unire le due sponde del Mediterraneo, Pieve di Cento, comune della provincia bolognese, che è tra i partner di due progetti realizzati dal Cestas per diffondere tra i giovanissimi la cultura della solidarietà e per migliorare la qualità della vita delle fasce più deboli della popolazione libanese.

Ed è proprio a Pieve di Cento, che lo scorso 29 ottobre, in occasione della rassegna Segnali di pace, al teatro Zeppilli sono stati presentati alla popolazione i due progetti. Quello di cooperazione, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, è partito a inizio luglio ed è rivolto ad almeno un centinaio di giovani e ragazzi che hanno partecipato ai workshops per l’animazione comunitaria e di donne delle cittadine di Ain Ebel, Debel, Rmeich e Tebnine. Per loro sono in cantiere l’organizzazione di nuovi servizi sociali, ricreativi ed educativi e la realizzazione di percorsi di formazione professionale per la microimprenditoria femminile. È iniziato invece nel 2009 il programma di educazione interculturale che Cestas ha avviato nella scuola media Gessi di Pieve di Cento, coinvolgendo gli studenti attraverso laboratori didattici sulla pace, incontri con educatori e mediatori e anche attraverso la realizzazione di un video, girato insieme al videomaker Antonio Martino per documentare l’incontro con i coetanei libanesi. E al teatro Zeppilli i protagonisti sono stati loro, i diciassette ragazzi e ragazze della scuola, che hanno partecipato con entusiasmo all’iniziativa, le loro professoresse Silvia Pinardi e Bruna Bucci e la dirigente Giuseppa Rondelli, che emozionate hanno ringraziato per gli applausi. Insieme a loro anche i rappresentanti delle istituzioni locali. Il loro auspicio? Che possano continuare iniziative come queste, che rafforzano il dialogo tra i giovani e danno valore alla parola pace. Per saperne di più: guarda il video “Qui Libano, qui Pieve” Share